mercoledì 15 maggio 2013

IL MASTRO DI CHIAVI

Ogni uomo  e`un mondo, un universo particolare e soggettivo. La realta´stessa e`, come affermo`il saggio Einstein, assolutamente relativa. I colori, le sfumature le ombre e le distanze sono percepiti in maniera leggermente o infinitamente diversa dalle persone.

Mi sto rendendo conto che esistono viaggiatori, personaggi speciali, che possono entrare in altri mondi. Io sono uno di loro. Non e' che lo scriva con presunzione o aggiungendo all'affermazione alcuna forma di giudizio; e' semplicemente una costatazione di fatto. E me ne sono accorto da poco proprio perchè e`una qualita' innata. E' sempre stato cosi' naturale oltrepassare la soglia dell'altro che non mi ci ero mai soffermato.
Essere viaggiatore vuol dire saper percepire, intuire l'universo altrui.

Come un maestro di chiavi che puo' aprire qualsiasi porta di una mansione, io ho accesso all'altrui mondo. Spesso mi sono chiesto cosa avessi io da offrire agli altri senza trovare mai risposte esaurienti. E' forse giunto il momento di riconoscere un dono e, cosi' facendo, onorarlo. Mi trovo spesso in situazioni, soprattutto lavorative, nelle quali perfetti sconosciuti richiedono senza verbalizzare, una prospettiva differente rispetto alla propria visione. E solo entrando, come Alice, nell'intimo e personale paese delle meraviglie (  o orrori) che si puo' suggerire un cambio di inquadratura o nuovi strumenti di osservazione. Guardare attraverso un binocolo o un microscopio non e' la stessa cosa. In qualche modo mi viene facile toccare, spesso giovando, una persona che ha bisogno di nuove prospettive.
Altra cosa e' essere toccato a mia volta. Sono poche le persone alle quali ho dato le chiavi del mio universo anche se, data la mia biografia, che si possano contare sulla punta delle dita e`gia' una vittoria significante.
E qui finalmente trovano rispsta tanti dubbi e domande alle quali mi rispondevo sempre “ Chi losa!!!”.

Perche` rimango tanto nei cuori di persone che ho frequentato solo per un breve periodo o perche' sono, fortunatamente, tanto importante per altre? Perche`tocco. Perche' riesco ad entrare senza far rumore e senza sconvolgere nella sfera emotiva di queste persone. Spesso senza volerlo e senza accorgemene. E quante volte rimasi basito davanti a dichiarazioni di affetto e ammirazione, ringraziamenti fatti con il cuore da parte di persone che ho considerato solo come personaggi secondari del  film di cui sono protagonista. E questo forse mi da una traccia anche del mio iter lavorativo e geografico. Ho cambiato un sacco di lavori e case e se voglio trovare un filo conduttore a tutte queste situazioni dove convergono diversi tipi di personalita,´ e` proprio il fatto che ho dato ad alcuni di loro nuovi colori per dipingere la propria tela.

Ed e`ancora piu' fantastico rendersene conto. Essere presenti nel momento in cui si varca la soglia e dare valore a qualcosa che e' speciale e non comune.
Onorare i propri doni , questo mi disse una volta una cara amica. E sul momento non afferrai cosa volesse dire in verita'. Ma ora mi e' chiaro che dare il suo posto, riconoscere, nominare il proprio dono e' come accettarsi un po' di piu', sapere chi sono e dove voglio andare, dar luce ad una zona d'ombra del proprio essere. Quante conversazioni per me leggere, a volte sovrapensiero, sono state vissute per altre come epifanie, rivelazioni o aiuti reali per superare situazioni complicate.

Un'occasione che ricordo con tenerezza e` di qualche tempo fa. Ero appena tornato dalla Spagna, e, durante una serata di festa, mi sono rincontrato con cari vecchi colleghi di lavoro. Parlando del piu' e del meno uno di essi mi disse:” io voglio ancora ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me. Sei apparso come un angelo al momento giusto e con le giuste parole mi hai preso per mano e mi hai accompagnato fuori da quella caverna buia dalla quale mi trovavo.” Ok, il linguaggio era meno poetico pero' il senso è esattamente questo. Io ringraziai a mia volta, minimizzai e cambiai subito argomento, imbarazzato e stupefatto. Soprattutto perchè, ancora oggi, non so esattamente cosa abbia fatto o detto o in quale circostanza. Che peccato! Direi anzi che questo è stato il momento "clue" di una lenta presa di coscienza, supportata anche da un lavoro personale che sto intraprendendo sempre con la carissima amica di poc'anzi. Da li' sono incominciati ad affiorare altri ricordi di situazioni simili, e tutto ha incominciato ad avere un senso e d una direzione.
Non sto dicendo di essere un guru, un maestro di vita. Sono piccolo e imperfetto e forse è solo un insieme di coincidenze e mi sto facendo un film. Ma io non credo alle coincidenze e se una cosa non si può dimostrare empiricamente allora mi affido alla mia intuizione, anch'essa per troppo tempo soppressa da un'insicurezza fortissima. Mi sono riappropriato di una parte di me, del mio lato super eroe e come diceva lo zio di Peter Parker “ da grandi poteri derivano grandi responsabilità” nel senso che abbiamo la responsabilità di riconoscere non solo i nostri difetti e le nostre mancanze ma anche i nostri talenti, quelle abilità che ci identificano come individuo e aiutano a tracciare un percorso nel mondo. Non è un discorso altruistico, anzi, egoistico totalmente, perchè, a prescindere dall' effetto che abbia sugli altri, mi sono riconosciuto, ho visto un Ivory del quale non avevo la percezione. E con il mio malloppo di chiavi di ottone continuerò, dove possibile, aprire tutte le porte che incontrerò nel mio cammino.

lunedì 29 aprile 2013

GIROVAGARE NUDI

Muoversi, spostarsi, inscatolare, togliere dai cartoni, trasferirsi, resettare il la bussola e ristabilire nuovo centro operativo.....
Ansia di ordine... che tutto sia al suo posto in tempi brevi con un residuo di angoscia latente perchè non si sa per quanto la nuova destinazione rimanga campo base.
E' un pò la storia della mia vita.... Avanti e indietro, sopra e sotto, carica la macchina, schizza e ... sentiti a casa....

Un'esigenza, quella dell intimità fisica, che un individuo sviluppa mano a mano che separa il suo io da quello della famiglia prima e delle amicizie poi.
E credo sia qualcosa di storicamente legato all evoluzione umana... dalla comunità all individualismo per arrivare a chiuderci in scatole microscopiche più o meno comode e accoglienti pur di mantenere netti confini tra ME  e TE.
Concettualmente non approvo. Si potrebbero riorganizzare questi spazi urbani ( per lo più atrocemente tristi) per rendere più piacevole una convivenza con altre persone, ma mi rendo conto che, al giorno d'oggi, io in primis, non ci starei mai dentro!
Sarebbe bello vedere intorno a noi, invece di alveari o gabbie per galline, strutture più armoniose, costruite per un senso del bello e pratico e non solo per ridurre costi e ottimizzare all'estremo gli spazi.
Speriamo solo di non finire come i giapponesi   cinesi?) che hanno delle cuccette tipo bara con televisione nelle stazioni per non perdere tempo la mattina per andare al lavoro.
Mi rendo conto, un pò per cultura, un pò per abitudine che ho bisogno, soprattutto nella sfera della relazione amorosa,di uno spazio che sia nostro rifugio ( e solo nostro) e mio nido nel quale ripararmi dalle intemperie.

Ma è anche una questione di ordine mentale. Passati ormai quasi quattro mesi in case di parenti, con le valige sempre fatte, cartoni mezzi aperti dai quali spulciare qualche abito o oggetto indispensabile alla mia vita quotidiana, ho bisogno di ordine.
Ordine fisico, materiale, che può aiutare anche un ordine mentale e sensoriale. Insomma mi viene più facile progettare la mia vita se ho i miei libri nella libreria e i vestiti nell armadio. Poi se si aggiunge che posso girovagare nudo per spazi che, anche se solo relativamente, possa definire MIEI, meglio ancora.

Ovviamente anche l'intimità di una coppia si giova moltissimo dell'indipendenza logistica.
Non ha prezzo poter strillare o farsi coccole a qualsiasi ora del giorno e della notte in una qualsiasi stanza della casa! Ed è anche un pò svuotare borse di compromessi che si riempiono a dismisura durante, chiamiamole per così dire, convivenze forzate.
La prima cosa che ho fatto quando mi hanno confermato la disponibilità dell'appartamento è stato un sospiro di sollievo. Ho proprio buttato fuori aria dal corpo, metafora eloquente di una sensazione di leggerezza, di scarico peso, che acquista un'accezione anche fisica oltre che mentale o morale.Ahhhhh, butta fuori tutto quello che mi sono tenuto dentro... Le cose che avrei voluto fare e non ho potuto, quello che avrei voluto dire e a volte gridare e mi sono tenuto dentro mordendomi la lingua!

E poi c'è tutta una parte ludica di arredo e disposizione di oggetti e mobili nell'ambiente. Anch'essa
parte dal materiale per raggiungere altre sfere dell 'essere. Ricordo, nelle mie varie locations, che quando passavo per un periodo X, insomma un momento sul quale porre attenzione, cambiassi ogni volta la disposizione dei mobili. Un cambio di prospettiva, una visione nuova, che spesso mi aiutava anche nell osservazione e metabolizzazione di altri eventi.
La decorazione è un altra parte che mi diverte e tuffarsi nell infinità di inutilità casalinghe, è ancora più divertente se fatto in due. Cercare di trasmettere la propria impronta ad una nuova casa è sempre qualcosa di stressante da un lato, ma completamente piacevole e intrigante dall altro.
Per cui mi butto in questa nuova avventura, e tra tende, lenzuola, mensole e padelle io el mio fidanzato, passeremo sicuramente momenti simpatici ed intimi. Magari nudi!

sabato 27 aprile 2013

Il fardello del mago

Non mi interessa definirmi maturo, adulto, uomo..... Mi interessa evolvere, andare avanti, o a destra o in alto; comunque muovermi. E quando decido di stare fermo, è perchè lo scelgo completamente.
Il mio ritorno alla terra natale, si sta verificando anche come test di localizzazione geografica, per capire dove SIA IO ADESSO. 
Tornare al km 0 per avere un punto di partenza dal quale decifrare longitudini e latitudini dell essere, mi sta dicendo parecchie cose.
Cinque anni, per quanto in terre limitrofe, fuori dal mondo che fino ad allora conoscevo, mi hanno fatto evolvere.... Non pensavo tanto.... Come il classico eroe fiabesco che lascia la patria per conoscere e conoscersi, per farsi più forte e più consapevole di se stesso, attraverso peripezie e pericoli, anche io ritorno nel mio paesello più solido, più pieno, più sicuro e soprattutto più sereno.... Tutto ciò completamente inaspettato ovviamente.... 

Pensavo di essere completamente sperduto, privo di direzioni, di aver fallito ogni tentativo di realizzazione.... Ma qui si ritorna al discorso della prospettiva.... La vita, il cosmo, il nostro carma, Dio, chiamatelo come volete, da e toglie... Nel senso che scegliamo SEMPRE cosa mettere nel nostro zaino ma ovviamente TUTTO non ci sta. Decidiamo di lasciare qualcosa per far posto a qualcos'altro,ci aggiustiamo le cinghie, proviamo il peso sulle spalle, e riprendiamo a camminare....
E quello che questi paesaggi, gli amici di sempre, i miei genitori ed il mio uomo mi rispecchiano, oggi per lo meno, è che sono sereno con il mio fardello.
Ho lasciato fuori i rimpianti, ho maneggiato le delusioni per trasformarle in lezioni e possibilità, ho deciso indagare di più sulla mia vita e sono contento del mio cammino......
Mi rendo anche conto che, senza accorgermi, ho lasciato scivolare fuori, da un buchino che non avevo notato prima, la rabbia, l'astio, l'intolleranza che piegavano la mia schiena e mi rendevano così difficile camminare .... 
Ho ancora con me oggetti da forme strane dei quali mi voglio liberare o trasformare anch'essi, ma per il momento li porto con tranquillità, aspettando l'occasione di imparare qualche trucco da alchimista o trovare qualcosa per cui valga la pena una pausa e una ridistribuzione degli spazi dello zaino.




Sono contento perchè so di avere il bagaglio necessario per incontrare i miei demoni, di guardarli negli occhi e di sedere con loro a chiaccherare intorno ad un fuoco campestre durante lunghe notti stellate.

Non ho paura di inciampare e cadere perchè so che posso rialzarmi e continuare. Mi sento in pieno possesso del mio corpo, del mio cuore e della mia testa.
Scopro meravigliato di avere accesso ad alcune porte sensoriali che alcuni non possono aprire ed altri neanche vedono.... Ho l'occhio lungo come si dice... Posso intuire i cambi climatici e prepararmi per tempo.
Non mi capita spesso di elogiarmi, sono sempre nella posizione di guardare verso l'altro e dirmi "guarda quanta strada ti manca ancora" ; ma oggi mi sento in diritto di guardarmi indietro, intorno e dirmi "bhè, per il momento non c'è male !"

Mi ritrovo a vivere di nuovo situazioni che si sviluppano su modelli comportamentali dettati dall abitudine e non sentirmi più tanto comodo. Come riprovare ad indossare un vecchio abito trovato nell armadio e, per quanto la taglia e la vestibilità vadano bene, non ci sente più a proprio agio.... Time to move over..... 
E anche qui come per la scelta degli strumenti e degli attrezzi più idonei, anzi no, più utili al viaggio, anche le persone che ti accompagnano possono cambiare... Questo è un pensiero che mi terrorizzava.
 Ma ora non ho più paura. Niente costrizioni. Voglio troppo bene alle persone che ho intorno per non permettere loro di intraprendere il proprio cammino solitario, o in compagnia di altri. E si ritorna sempre al vecchio discorso in cui si dice che AMARE NON E' POSSEDERE, MA RENDERE E RENDERSI LIBERI. E io ci credo tantissimo 
Io spero che tutti i miei affetti possano sperimentare, assaggiare, plasmare e creare la propria libertà.


Sono questi giorni veloci vivendo nel mio passato, nel senso geografico del termine, che mi danno l'occasione di vedermi attraverso le mie interazioni con il mondo.
Mi sono visto accogliente in più di una situazione che non tollero e non giustifico più; ho percepito molto spesso un io altrui ( prendo espressione dalla cug sicuramente con sua autorizzazione) e l'ho colto e incontrato quasi senza rendermene conto. Diverse volte, in questo mese, ho sperimentato la divina possibilità di escludersi momentaneamente per includere un altro che in quel momento stava chiedendo in qualche modo aiuto o che comunque gridava bisogno di attenzione.
E questa epifania ha iniziato poi un processo di collegamento neuronale velocissimo su quante altre volte in passato lo abbia fatto senza viverlo coscientemente. Ed è proprio rendersi conto i ESSERE, di vedersi e percepirsi attraverso l'altro, che mi rende più reale, più protagonista della mia vita.

Fantastico! Essere capace di togliere qualcosa dal mio dallo zaino famoso per metterci qualcosa di un altro è un esperienza che per contrasto mi riconferma come individuo... Mi da pienezza... Non so bene come spiegarlo con parole però è come se ESSERCI per qualcun altro, completamente, significa ESSERCI per se stessi, completamente.
Ovviamente non parlo di azioni, o non solo di quelle ... E' proprio una forma di manifestarsi al mondo.

Cercando di spiegare e spiegarmi un concetto tanto esperibile, mi piace pensare ai maghi delle mie serie fantasy. I maghi possono creare scudi di energia per proteggersi. Da qualsiasi cosa. Siano pioggia, freddo, o attacchi di altri maghi, possono estendere il loro potere magico verso l'esterno ed evitare di essere toccati.
Possono però anche decidere di donare la loro energia ad un altro per curarlo, per dargli più energia, e quindi toccare. Possono ovviamente anche scegliere di trarre energia dalla terra, dalla natura e anche da altri maghi e quindi essere toccati.
Ovviamente se si esagera nel toccare, essere toccati o nell essere intoccabili , si spezza un equilibrio armonico e ci sono delle conseguenze (sempre interessanti per altro).
Bhè, io ero convinto che fossi intoccabile, che fossi stato e che lo sarei stato per tutta la mia vita.
Scopro qui che, spesso posso toccare ed alcune volte posso essere toccato; ossia lasciarsi invadere dalle energie di un altro, condividere momentaneamente il peso dello zaino, senza aspettarsi lo stesso a cambio, senza rimpianti, senza malizia, ma con l'anima aperta, e con sommo rispettabilissimo onesto e puro amore.

Continuo quindi il mio viaggio, sperimentando magia, provando nuovi legami alchemici, facendo circolare energia, che se apparentemente individuale, è comune a tutti... a tutto.... 

venerdì 22 marzo 2013

LA MAPPA DEL TESORO

Eccomi ritornato alle origini... Dopo un viaggio intenso ed una esperienza all'estero, ritorno alla mia terra....
Tutti mi chiedono perchè sia tornato, mi raccontano e si lamentano della pessima situazione lavorativa, del mal vivere, delle incertezze e della famigerata crisi.

Io credo che se c'è una crisi, sia interna a noi stessi e non fuori.Profonda incertezza rinneghiamo il nostro potere creativo e positivo ricercando punti di riferimento esterni ed effimeri.
 E' vero che sono tornato anche per cercare un lavoro, verificare se con il mio fidanzato sia possibile mettere delle radici in un intorno familiare e creare una situazione economica stabile per garantire un piacevole soggiorno in questa passeggiata che è la vita, ma tutto ciò sarebbe una conseguenza, non causa di benessere.

Fondamentalmente sono tornato per rivedere le mie montagne, riassaporare l'aria pungente, fresca e pulita delle mie zone... Per svegliarmi la mattina e prendere contatto con la mia infanzia, con il mio cammino. Per riavvicinarmi alla tanto perseguita ricerca della conoscenza di me stesso.

Per continuare ad indagare chi sia io e cosa voglia da me ( non a livello materiale ovviamente). Per rispecchiarmi nel mio passato, per ripassare la mia storia e le mie origini, per rispolverare un nord magnetico che mi permetta scegliere più chiaramente nuove direzioni.

Sono tornato perchè mi sono perso, ho dimenticato le mie intenzioni, le mie aspirazioni.... Non riesco a scorgere il mio centro fonte della mia sicurezza, autostima e coraggio.

Sono alla ricerca di me stesso, sempre, questo è il mio interesse principale. E quando non sai dove andare forse la cosa più intelligente è tornare al punto di partenza, respirare profondamente e guardarsi intorno per scegliere una nuova via da intraprendere.

L'universo non ti abbandona mai, almeno questo mi piace credere ed il fatto di trovare una stabilità professionale e personale, ripeto, non è causa ma conseguenza di un benessere interiore che richiede dedicazione e rigore.

Ciò non significa aspettare che le occasioni cadano dal cielo come meteoriti inaspettati; bisogna rimboccarsi le maniche, sforzarsi al massimo ma focalizzare verso ciò che veramente importa ed il cosmo risponderà. Mi piace immaginare che se dentro di me c'è un arcobaleno luminoso, i suoi raggi multicolori e sanatori si spargeranno intorno a me, scaldando e rendendo piacevole la mia quotidianità. Quando mi sento buio, nebbioso, grigio, anche ciò che mi circonda perde consistenza ed interesse. So che forse è un pensiero troppo new age, peace and love e amati che il mondo ti ama ma è una visualizzazione efficace che a volte mi chiarisce rapidamente le idee e mi rasserena.

E questa mattina , uscendo presto di casa con il mio cane, respirando a fondo, le montagne mi hanno suggerito calma, attenzione ai segnali e buon umore. Il fallimento è sempre interiore e non causato dall esterno. E' un modo d'essere, un atteggiamento. Non credo nella sfortuna però si nella perdita della speranza , nel continua fomentazione dell' insicurezza sulle nostre enormi  possibilità.

E' facile rendersi conto, viaggiando un pò che non ci sono luoghi che ti fanno stare bene o meglio o peggio peroò si ci sono paesaggi interiori che possono atterrire, deprimere o farci straripare di gioia. Ed il viaggio fisico non è altro che un riflesso di un continuo viaggio interiore, è un ricordatorio un'azione meccanica che rimanda ad un'attività animico-spirituale che non dovrebbe mai passare inosservata.

Sono qui adesso, a prescindere della situazione economico-sociale, perchè ho sentito il richiamo del mio essere.. Perchè adesso, qui, la vita mi insegnerà qualcosa. E la conferma di ciò che credo non si manifesterà con una casa, una macchina ed uno stipendio da capogiro, ma nel movimento interno, nella tensione verso un equilibrio, un ponte di amore e accettazione tra ciò che vorrei essere e ciò che sono.
Nel tentativo di illuminare le mie zone d'ombra, nel lavoro minuzioso da archeologo di scavare, spolverare, maneggiare e  curare parti di me che in questo viaggio, per diverse ragioni, si sono addentrate nelle viscere, quasi fossilizzate o ibernate.....

La predisposizione d'animo è la chiave, la volontà e l'amore sono le porte che si lasceranno aprire con gioia se girerò la maniglia delle infinite possibilità, con sicurezza e senza paura....
BRAVE  e FEARLESS cavalcherò le mie valli e correrò libero rallentando nelle salite, contemplando le vette raggiunte, e godendo dell'estasi di ripide discese.

MAY THE FORCE BE WITH YOU .

giovedì 14 marzo 2013

COSMONAUTA LETTERARIO

Mi rendo conto di essere un libro dipendente ..... Non posso vivere serenamente se non ho un libro per le mani ed una storia per la testa......
Un rifugio, un momento intimo con il mondo della mia fantasia, un piacevole limbo nel quale perdermi, un dolce oppio che mi avvolge e mi trasporta a mondi lontani.....
Riconosco di poter sembrare un friki, un essere strano perche' mi porto un libro praticamente in qualsiasi posto vada....
Come un amuleto, un talismano, IL MIO TESSORO, che anche se non posso aprire posso sfiorare pregustando il momento nel quale tuffarmi con tutto il mio essere tra le sue pagine...
E piu' cresco, piu' il mio cammino si inoltra nel tempo, questa dipendenza aumenta.....
Come un alcolizzato che trema pensando in un bicchierino, a volte mi ritrovo muto senza poter far uscire un suono, senza poter interagire con la realta' perche' ho bisogno di saziarmi con l immaginazione di qualche mente illuminata, ritornare alle avventure di un nuovo amico.....
Ansio lo scorrere delle pagine, il susseguirsi quasi compulsivo delle parole, delle sensazioni e scenari di storie interminabili....
Si perche' oltretutto sono famelico di epopee, vicissitudini che si protraggono nel tempo e migliaia di eloquenti pagine....
Conoscere personaggi che mi accompagnano durante stagioni, testimoni dello sviluppo della mia storia personale...
E come io sbircio e bazzico il loro mondo, essi stessi osservano il mio .
Mi fanno compagnia, non mi chiedono niente a cambio mentre si lasciano indagare minuziosamente, permettono che mi addentri nella loro mente e sentimenti....
Mi rassicura poter accarezzare una lucida copertina, sapere che per quanto possa la mia vita attraversare momenti difficili, incomprensibili e a volte dolorosi, sempre posso tornare al balsamico calore di questi compagni di avventure....... Sono sempre disponibili e accolgono il mio occhio avido senza giudicare.....
E mi pervade un insieme di emozioni difficili da spiegare quando leggo l ultima parola dell ultima pagina... Un momento di lutto e di allegria allo stesso tempo... Un addio e un a presto perche' l essenza di un romanzo rimane dentro me, entra in circolazione e il nostalgico ricordo non mi abbandona. Ed e' un momento magico, chiudo la copertina, lo stringo come se abbracciassi un amico che parte per qualche luogo lontano e riassaporo il cammino fatto insieme....

Ed e' per questo que ho bisogno di possedere un libro che ho letto, conservarlo come un tesoro per poterlo vedere spesso, ricordandomi che sempre, quando ne abbia voglia, posso ritornare a condividerne la trama...
I libri sono porte interdimensionali, passaggi ultraterreni, chiavi per aprire le porte dell immaginazione e volare lontano liberi dai fardelli materiali....
Combustibile per viaggi interplanetari...... amici per sempre
Mi consolano quando sono triste, mi distraggono quando la mia mente si ostina in un pensiero, mi rilassano quando il mio sistema nervoso va in TILT e mi insegnano ad essere migliore attraverso le loro storie....
Grazie alla fantasia e la dedicazione di miglioni di menti eccelse, medium della fantasia che possono vedere oltre e raccontare storie di mondi paralleli e tanto reali perche' amati e mantenuti con perseveranza ed impegno .....
E grazie a tutti i fantastici personaggi che ho conosciuto, con i quali ho condiviso lacrime e gioia, attacchi d ira e di risa.....
Rimarrete sempre nel mio cuore e non preoccupatevi perche' prima o poi ci rincontreremo....
E poveri e sterili coloro i quali non si sono mai persi tra le odorose pagine di un libro......

1Q50

Manca poco per terminare questo viaggio ... Ritornare dove tutto é iniziato per cercare di dare un nuovo senso ed una nuova direzione...
Viaggio in tutti i sensi..... fisico, sociale, culturale ma soprattutto intimo e interiore... Ho indagato, scoperto e spolverato il mio io, il mio essere e mi sento piú Ivano....
Individuo e parte di un complesso sistema di relazioni....Incontrandomi "fuori posto" ho dovuto trovare il mio centro per non perdere l equilibrio e cadere .....
Ho aperto delle porte che non avevano chiave, ho chiuso delle altre che non portavano da nessuna parte ... Ho scoperto stanze nascoste e camminato ogni angolo della mia casa interiore....
Ho ripreso Reiki, ho incontrato la musica classica come balsamo per l anima e rafforzato la mia relazione con la lettura....
Costretto a partecipare e condividere situazioni che non mi appartengono, ho ristrutturato il mio rifugio e se prima era una soffitta polverosa adesso é una fattoria enorme nel mezzo di una rigogliosa campagna...
Sono stanco perché il lavoro é arduo e faticoso ma ne vale la pena..... E' come se l universo mi avesse spinto verso una coscienza maggiore del mio mondo interiore, come una chioccia che dovunque vada si porta la sua casa, anche io mi sento piú sicuro perché sia dove sia, sono sempre accompagnato da ME ....
E per quanto possa in apparenza sembrare un atteggiamento egoistico , io credo che sia fondamentale delimitare i confini della propria individualitá ..... Sapere che cammino scegliere e quale evitare .....
Sono contento che non mi vada bene qualsiasi cosa, sitiuazione o compagnia.... Essere tutto é come non essere nulla in assoluto.....
Ogni scelta comporta una perdita.... Riempire qualcosa svuota necessariamente qualcosaltro...
Ed e' questo continuo scambio tra vuoto e pieno , questo lavoro di svuotare e riempire che da ritmo alla mia vita......

E, adesso ,  pensando, forse troppo, a questa ENORME esperienza , credo che alla fine sia riuscito ad ascoltare la voce del cosmo che dal principio mi brindava la possibilita´di evolvere ...

E cosi´ho scoperto di essere passato ad un altro mondo, un altro tempo....
Come il fantastico romanzo ( che casualmente ho iniziato a leggere qui ) 1Q84 dove i  protagonisti si ritrovano in un altro mondo sin quasi rendersene conto ( almeno all inizio ) io credo essere nel 1Q50 ... una distorsione o sovrapposizione di un ipotectico 1950.....  E per quanto non comprenda e non condivida aspetti di questa realta´ basata in leggi fisiche e sociali differenti dal mondo dal quale provengo, sono grato di aver avuto la possibilitá di viverlo .....
Passeggio per le strade tortuose di questa citta e mi incontro con furgoni e macchine di altri tempi, carcasse arrugginite nella mia realta' , qui funzionanti e servizievoli.....
E' un mondo dove le cucine ed i forni funzionano ancora a gas ed e' piacevole vedere le fiammelle che si accendono in circolo per cucinare pizze e altri manicaretti .....
E un posto familiare, tradizionale dove il cibo e`il pretesto per riunirsi e una forma di dimostrare che nonostante tutte le difficolta' non si fa morire nessuno di fame......
E una societa' dove l apparenza conta moltissimo, ma nello stesso modo conta la sostanza ed il peso di cuori enormi.....
Strade sterrate con buchi enormi, paesaggi rurali in citta' che sono estensioni di paesi sovrappopolati, case sviluppate negli anni in base alla crescita della famiglia senza seguire dettami estetici o funzionali.....
E di fondo tanta disponibilita', tanta voglia di farti sentire comodo ( spesso ottenendo giusto l effetto contrario)...Qui sei mai solo e la famiglia ti accompagna in ogni momento della giornata.....

E´la prima volta che un viaggio si ripercuote cosí fortemente dentro di me...... All inizio mi spaventava perché mi sentivo perso in un ambiente ostile e straniero, pero solo semplicemente perché avevo fossilizzato il mio essere.... come una statua di terracotta che non si puo´modellare, solo rompere e ricostruire .... E cosí ho fatto.... mi sono frammentato, crepato, spaccato e non é rimasto nulla ..... o almeno credevo..... In realta , rompendo questa rigidezza , ho riscoperto un flusso di energia che non ha bisogno di una forma definita ma che nello stesso tempo nel suo intimo interiore mantiene la sua identitá a prescindere dell ambiente circostante.......
E cosí passa la rabbia, l indecisione , l insicurezza dovuta alla mancanza delle costellazioni che mi davano una relativa direzione e orientamento.......
So, almeno un po´di piu´, cio che mi appartiene e cio´che non mi interessa assolutamente... Cosa posso e voglio condividere e cosa danneggia la mia interezza....

E mi avvoge una tranquillita nuova, mai assoluta, ma realtivamente sempre presente e  calda.... Io sono in qualsiasi posto, in qualsiasi situazione, in qualsiasi circostanza ...... e la presenza di questo io, di questo insieme di minuscole caratteristiche mi plasmano morbidamente, mi fa compagnia sempre.....

E adesso , senza paura posso scegliere liberamente senza pensare in assurde consequenze......
Libero di camminare nel mondo.... qualsiasi mondo sia....


Do il benvenuto al  1Q50 e a tutti gli universi possibili che possa incontrare.....

martedì 5 febbraio 2013

Solido ed effimero

strana la sensazione di sentirsi senza casa..... non solo nel senso strettamente fisico della parola.... stare in una terra che per diverse ragioni non ti appartiene e non avere un focolare al quale tornare.... e terminato almeno per il momento, il mio periodo spagnolo, dall Uruguay ritornero in Italia.... pero tutti i progetti che fino a poco tempo fa sembravano solidi e dettati da una positiva logica, adesso li vedo offuscati, effimeri ed a volte senza senso..... la mia sicurezza sul futuro si sgretola come terra secca tra le mani ...... non so piu dove voglio andare e cosa fare..... forse le basi sulle quali ho pensato costruire la mia casa non erano cosi solide..... una volta uscito da una rassicurante routine,mi ritrovo con mille dubbi che debilitano il mio corpo cio che vivo oggi e cio che voglio per il mio domani? sto scegliendo liberamente o ho paura di uscire da un perimetro di sicurezza per quanto a volte deludente? speravo e pensavo di cuore di aver superato questa fase della mia vita... mettendo sempre in conto fallimenti e cambiamenti, ero convinto che alla base della mia esistenza avessi accumulato un esperienza solida che nessun imprevisto potesse indebolire.. adesso pero tutto mi sembra appeso ad un esile filo..... che potrebbe spezzarsi alla minima brezza.....progetti e relazioni hanno perso consistenza e credibilita... ovviamente tutto serve.... anche se e frustrante preventivare un cambio radicale... l esperienza e sempre esperienza pero fa male al cuore sentire che forse il cammino che ho scelto non era il mio...... e in questo vortice di incertezza cammino in una nebbia che a volte non mi permette vedere dove appoggio i piedi e inciampo, cado e complico il percorso delle persone che mi stanno intorno..... la mia testa e confusa e le mie reazioni sono eccessive e ingiustificate..... come se non fossi in possesso delle mie facolta mentali, vedo minacce dove non ci sono, distorcendo la realta in incubi infantili... mi sento indifeso, piccolo e inconsistente.... la percezione non e affidabile. l unico posto sicuro e nel mio mondo interiore... con un paio di cuffie ed un libro mi allontano da questo posto che mi spaventa e continua a confondermi..... Richard Bach scrisse che la vita e un illusione, un mondo soggettivo e relativo.... la chiave sta nel creare le proprie illusioni che permettano una vita positiva, ricca di amore..... e per quanto anche io cerchi di creare le migliori illusioni che la mia fantasia e ragione possano immaginare, e come se esse si ritorcessero su di me e mi togliessero il respiro..... al momento non ho una conclusione rassicurante perche mi ritrovo stritolato dai miei sogni di felicita....