giovedì 21 gennaio 2016

LUNEDI COSMICO

Lunedì… Considerato come un tragico giorno da milioni di  impiegati, operai, liberi professionisti, insegnanti etc, mamme e papà, è anche il giorno della ripresa, della riattivazione cerebro-fisica.
 
Per me è il giorno del ritorno.
E come insegnarono già più di 20 anni fa George Lucas e Robert Zemeckis, un ritorno c’è sempre. Al futuro o al passato, sempre tutto torna.
Ed è anche il giorno della rinascita. Il giorno dove tutto ricomincia e dove, appena sveglio, ripeto il mio mantra :
 “Lodato sia il temuto Lunedì,
Lodato il lavoro che mi obbliga ogni mattina a svegliarmi, lavarmi ed uscire dal mio rifugio.

Benedette le pause pranzo di due ore che mi permettono (anche loro calcando un po’ la mano) di andare in palestra per limitare l’esplosione di grasso corporeo ed espellere alcune delle mille tossine che ingerisco, bevo e fumo durante il week end.

Venerate e temute sere infra-settimanali , dove la libertà è oscurata dall'ombra dell’intransigente sveglia del giorno dopo. E così ci si concede poco godendo di più, perchè è nella privazione che si gode meglio ciò che si ha.
E grazie al divino ritmo settimanale, che alterna e scandisce, senza dare adito a confusioni, la veglia ed il sonno, la fame e la sete. “

Si perché io ringrazio veramente il Lunedì. Superficialmente vivo il lutto del tempo libero come tutti gli altri, ma sotto sotto, anche se muoio dal sonno e sono colto da nausee e movimenti gastro-tellurici, gli sono sempre riconoscente.
Fondamentalmente perché ho in me un’obesa indolenza che vorrebbe solo straripare da un divano king size ma anche perché, dopo la settimana di ritmo, di incontri, di impegni con se stessi e con altri arriva il fine settimana della libertà e del NON impegno con nessuno.
E’ come se per i 5 giorni lavorativi sfrecciassi velocissimo dentro ad un tubo che inizia strettissimo (il Lunedì) fino ad allargarsi poco a poco per poi sputarmi nel cielo aperto il venerdì pomeriggio!
E se durante la settimana è TUTTO (nel fare e nell'esserci), il fine settimana è NIENTE…… Poi, grazie agli amici e a Gianni in realtà mi muovo anche nel week end, ma fosse per me starei a straripare……….

Ho riflettuto sul fatto che è abbastanza  triste non saper gestire il proprio tempo libero, ma ognuno è un contorto ed unico insieme di ingranaggi che funziona in base a leggi singolari. E per trovare l’equilibrio servono forze contrarie.
Oltretutto per me, questa incapacità, si trasforma in un occasione per migliorare il mio modus operandi , ma ringrazio sempre la settimana che mi risbatte nel mondo strappandomi dai miei sonni invernali (o estivi)……

Ed in questa continua spirale c’è chi vede disperazione e chi vede salvezza…. Io mi ritengo completamente salvo…. L’obbligo mi da la possibilità di scegliere!

Ed immagino i grandi attori, cantanti,  gli artisti vari multimiliardari che si drogano, si sparano, si riempiono di psicofarmaci e si buttano dai ponti……. A parte il discorso del chi troppo ha alla fine non ha nulla, credo conti molto anche l’assenza di ritmo. Forse l’uomo, anzi lo credo fortemente, non è ancora pronto per vivere quel fantastico dono del libero arbitrio ed, essendone in qualche modo cosciente, si è costruito questo intricato labirinto di regole e di leggi, queste scatole sociali scomode e limitanti per essere contenuto.
In fondo sappiamo tutti che l’universo infinito spaventa di più che una scatola di scarpe.
Sono veramente poche, credo, le persone capaci di autogestire il proprio tempo in modo positivo ed attivo. Immagino la depressione che possa nascere dal non avere mai niente da fare veramente.
Siamo parte di una società che ci chiede partecipazione, movimento e soprattutto produttività a cambio di vile denaro.
Ben lontani da una società utopica dove il denaro non è più intermediario del fare  ma dove si chiede di partecipare alla vita per quello che si ha da offrire a cambio di qualcosa che non si ha, sta di fatto che siamo in una società dinamica ed io ne sono contento. O se vogliamo, dinamica per quanto riguarda il puro movimento fisico ecco, ma statica e stagnante per quanto riguarda altri muscoli come cervello e cuore.
Anyway, ciò che voglio dire è che, pur vivendo in un contesto povero intellettualmente ed animicamente, il movimento imposto stimola un movimento personale e salutare senza il quale mi sarebbe molto facile finire come Amy Winehouse senza essere famosa!

Parlando poi di società mi viene in mente quella serie di bellissimi documentari sulla nostra società, sulle sue basi falsissime e sull'ignoranza in generale dell’uomo.
Lo consiglio vivamente a tutti. Di facile reperibilità in iternet: ZEITGEIST.
E spero, se non per noi ma per i figli dei figli dei nostri figli, una maturazione dell’uomo come civiltà che possa portare ad un abbandono dell’ inutile e spasmodica ricerca della ricchezza materiale e del possesso , a favore della ricerca amorosa della ricchezza interiore, individuale, naturale e della condivisione.
Ma per il momento, viviamo dove viviamo e bisogna fare di necessità virtù, ossia abituarsi all’odore di merda che ci circonda e ricordarci che può anche servire da concime per far crescere qualcosa.
Grazie Dio Ritmo che mi dai la vita.
Amen.


giovedì 14 gennaio 2016

Musica e famiglia

Oggi sono stanchissimo ... Fare qualcos'altro oltre al lavoro costa... tempo che si paga con meno ore di sonno.....
Però sono molto soddisfatto... Ieri sera prove con il Cugi... Due voci, una chitarra, un grande legame affettivo e tanta creatività... Bellissimo!
Dare forma, plasmare una canzone, che è tua, per quanto banale possa sembrare alle orecchie altrui,ha in sè del divino...
Tra risate, canticchiate, brainstorming e sgolate stiamo costruendo piano piano la nostra musica...
Mi sento molto fortunato ad avere la possibilità e la capacità di poter far qualcosa del genere.
Il processo creativo in genere è faticoso come qualsiasi cosa che possa regalare soddisfazione.
Un continuo interrogarsi, esplorarsi, provarsi per mettere in melodia le proprie esperienze, pensieri e sentimenti.
E la cosa più travolgente e magica è che una volta che ci si mette in sintonia con le muse ( o come vogliate chiamare l'ispirazione) continuano a girarti intorno e chiamarti quando meno te lo aspetti.
Questa mattina, dopo poche e sofferte ore di sonno ( materiale per un prossimo blog), mi sono alzato di mal umore. Ma sotto la doccia le muse sono arrivate e mi hanno regalato una melodia, sussurrato delle parole ed il buonumore è sbocciato con la fragranza di una nuova canzone.

Per me è sempre più difficile, dopo una giornata di lavoro dove cervello, pazienza e corpo ( vado sempre in palestra durante la pausa pranzo ) sono provati e gridano solo "Ivano al divano! Ivano al divano!", ripartire per fare qualcos'altro, che, come nel caso della musica, richiedono un ulteriore sforzo per corpo mente e cuore. Ma credo si tratti solo di un mancato allenamento. E poi per ogni regalo che il cosmo offre bisogna pagare sempre in qualche modo.

Comunque ieri sera, dopo le prove, il cugi ha avuto la brillante idea di aprire il baule della supermultipla, riporre le chitarre, appoggiare su di esse le chiavi della macchina e richiudere il tutto.
Quindi, macchina inutilizzabile! Per un velocissimo istante ho pensato di scappare e fanculo il cugi.. Stavo già pregustando il mio tanto amato divano, con il mio tanto amato Gianni che questa settimana ho visto veramente poco ma poi ovviamente ho deciso di accompagnare il mio maldestro cugino a casa per prendere le chiavi di scorta. Ed ho ragionato sul fatto che anche quello era un regalo: il cosmo ha voluto donarmi un'ora extra per stare con il cugi. Ci vediamo spesso io e lui, siamo nello stesso indissolubile, vero bello e amoroso gruppo di amici ma quasi mai siamo io e lui. E anche quando proviamo insieme siamo immersi nel processo creativo e quindi Ivano e Cristian sono per lo più qualcos'altro. Ieri invece, con la scusa delle chiavi abbandonate, ho potuto chiaccherare amabilmente del più e del meno, come due vecchi amici quali siamo, come due cugini, come famiglia. E la cosa mi è molto piaciuta.

La famiglia. Ho scritto spesso sul mio concetto di famiglia che non per forza debba essere quella creata da legami di sangue. La famiglia è un luogo del corpo e dell anima dove regna l'amore. Ci possono essere dissapori, contrasti, periodi di distanza ma l'amore, quel tappeto di sottofondo caldo e comodo non va mai via.
E sono veramente grato di poter dire di avere una bella famiglia. Scelta. Non imposta.
Queste riflessioni sono frutto anche di un momento particolare che sto vivendo con la mia famiglia di sangue, padre, madre e fratello. Con mio fratello è un'altra storia che al momento non sono in grado di raccontare; invece mi voglio raccontare dei miei sentimenti nei confronti dei miei genitori.
Non ci parliamo da mesi. Le ragioni sono diverse, opinabili, ognuno ha la sua e la sua parziale verità. E sinceramente ho superato l'angoscia ed il senso di colpa per non avere una famiglia "normale". Perchè invece ce l'ho. Peccato che al momento non includa le due persone che mi hanno dato la vita. Almeno per adesso.

Durante la propria evoluzione personale, nello svolgimento della storia di ognuno di noi, la famiglia può essere un punto di riferimento, un polo magnetico che da una direzione precisa, qualunque essa sia. Io purtroppo non sono capace di condividere l'atteggiamento che i miei genitori hanno nei confronti della vita e delle persone che li circondano ed al momento l'unica cosa che ritengo sensata è mantenere la distanza. Non giudico, anzi comprendo, compatisco e rispetto ma proprio non riesco a partecipare del loro proporsi al mondo essere ed al loro modo di percepire il mondo.

All'inizio mi sentivo colpevole, un figlio ingrato che non esplica il suo ruolo. Poi mi sono sentito impotente, crudele e meschino. E poi mi sono sentito libero. Libero da giudizi, libero dal conformismo e dal perbenismo che tanti professano ma che è semplicemente utopico. Ogni famiglia ha i suoi cazzi. C'è chi riesce a far finta di niente, con l'unione e l'amore riesce a superare ogni difficoltà, chi rimane nel ruolo del socialmente accettabile e c'è chi, come me, sceglie di rispettarsi e di volersi quel minimo di bene per non farsi violentare psicologicamente.

Immagino che le miei parole possano sembrare confuse e generiche ma non voglio entrare nel merito della situazione; non voglio raccontare fatti perchè non ne ho bisogno. Mi aiuta però fare un indagine nel sentire e gestire questa distanza dai miei genitori che ora mi sembra la cosa più sana che possa fare per me.

E rifletto sul fatto che c'è tanta gente che si lascia etichettare, si costringe ad essere qualcun altro da sè stessosolo per mantenere la facciata di casa pulita. Bhè io preferisco imbrattare la mia facciata di merda ma avere un caldo ed accogliente ambiente all'interno.

Bisogna incominciare a guardarsi dentro ed accettare chi siamo, abbracciare il buio e la luce per capire di cosa abbiamo bisogno per vivere bene. Ed oggi,proprio mentre riflettevo sul fatto che avrei potuto ritornare ad essere il figlio finto in una famiglia finta,è arrivata una chiamata che, come un intervento divino, mi ha ricordato che questa è la prima volta che mi guardo allo specchio ed osservo la mia travagliata, non comune ed assolutamente personale storia famigliare. E che quindi nessuno, ribadisco NESSUNO ha il diritto di giudicare le mie scelte.
Ed è altrettanto provvidenziale che i miei amici, i miei affetti, i miei amori non lo facciano.

Una situazione dolorosa ? Si! Alterno attimi di serenità a momenti di profondo dispiacere e dolore per ciò che non c'è? Oh yes! Ma almeno è tutto vero, è tutto reale, è tutto mio. Anche nella difficoltà di non accettare una situazione di comodo e falsa sono io artefice delle mie giornate.

Ognuno di noi sa quando sta facendo ( o non facendo) qualcosa che va contro la propria libertà, quando sta forzando il proprio essere come un fabbro che cerca di piegare una barra di acciaio non abbastanza caldo. Sappiamo ogni volta che scegliamo di farci del male o di accarezzarci teneramente.
Ed allora basta indugi, siamo abbastanza coraggiosi di scegliere il nostro cammino per quanto difficile e doloroso che sia. A volte la scelta giusta per noi è quella assolutamente sbagliata per qualcun altro. C'è chi vede terra arida dove altri vedono un campo vergine sul quale fare crescere nuove piante.

E' sempre e solo questione di prospettiva. Ed oggi scelgo quella che mi suggerisce il mio cuore.
Finchè regge.
Finchè batte.

Grazie a chi partecipa alla mia vita per essere chi è. Demone o angelo partecipa al mio divenire.

lunedì 11 gennaio 2016

Pioggia e Falò

Quando scrivo su questo blog ho sempre l'aspettativa di scrivere qualcosa di incisivo, di vero, di forte e di ispirato. Ed è per questo che scrivo così poco, pur piacendomi un sacco scrivere.
Arrivare a 35 anni per capire che questo ragionamento è un enorme cazzata? Si.
Mi accorgo che questo modo di pensare sia un' impronta del mio essere. O fai le cose in grande o non le fai. Povero me.

Sull'onda del mio post precedente però, oggi decido di spiazzarmi e di spezzare questo circolo vizioso. Vorrei tanto incominciare a vivere ciò che mi è possibile senza questo bisogno di sensazionalismo. Oggi scrivo. Punto. E scrivo perchè mi fa sentire meglio, più partecipe della mia storia e più vicino a me. Rovisto nella mia testa e poi lascio che siano le mani sulla tastieria a guidarmi.
Di solito mi metto a scrivere solo quando ho un messaggio preciso in mente da esporre, qualche frase ad effetto o un pensiero rivelatore.
Ma oggi c'è qualcosa di diverso nell'aria. Avrei potuto continuare a guardare Masterchef ed invece ho sentito l'esigenza di andare sui preferiti, selezionare il link del blog ed eccomi qui per parlare di nulla in particolare, per dialogare con me e con chi legge.... C'è qualcuno?

Oggi è stato un Lunedi sereno, piovoso, sornione, ovattato.... uno di quei Lunedi lì che piacciono a me ... La pioggia mi fa sentire protetto, crea rumore e ciò mi fa sentire in contatto con una natura viva, rigogliosa che si muove in una danza armonica con le gocce di pioggia .
Adoro le giornate piovose, l'odore della terra bagnata, o lo starmene raggomitolato in casa con un buon libro.


Comunque la calma e tranquillità del risveglio e del tragitto al lavoro tra strade circondate da boschi sono interrotte non appena entro in ufficio. Il Lunedi è sempre una giornata frenetica, soprattutto all'inizio del mese con scadenze da rispettare e magazzini da far quadrare. Anche questa contrapposizione tra stasi e frenesia mi rispecchia e mi identifica. Poi la palestra... Sudore, musica, people watching, un saluto e anche lì a volte , riesco a percepire un senso di comunione.... Poveri pazzi che fuggono dal ritmo frenetico del quotidiano per accellerare al massimo il proprio battito cardiaco e pompare muscoli .... Io ovviamente non pompo nulla anzi il mio obiettivo è sgonfiare questa pancetta da quarantenne che ha deciso di stabilirsi e non andarsene mai più... E si, ci si avvicina ai 40 e me lo suggerisce ogni giorno anche la mia testa che perde capelli come le foglie di  un acero in autunno.
Ed evviva la vita sempre e comunque, anche invecchiando, anzi soprattutto invecchiando perchè le rughe e le stempiature, le zampe di gallina e le pancette ci rendono un pò piu simili...
Ed oltretutto è anche un occasione per andare oltre l'esteticità frivola e passeggera...Chi sono io senza addominali e chioma selvaggia? Cosa rimane di me quando il tatuaggio che mi ha fatto rimorchiare tante volte sarà raggrinzito ed irriconoscibile?
Cosa rimane di me quando lo splendore della gioventù lascia lo spazio al pacato biancore della maturià?
Come vivo il mio tempo superati i bagordi e l'incoscienza propri della giovinezza? C'è chi si crea un ritmo che in realtà, a mio modesto avviso, è identico alla stasi. Casa, lavoro, ristorante cinema casa.... E qui ci sto cadendo anche io.... E' così facile e superficialmente appagante abbandonarsi allo"STREAM" della società fittizia in cui viviamo...E spesso risulta difficile non sentirsi nel diritto di lavorare 8 ore e poi spegnere cuore e cervello perchè il mio l'ho fatto.
Oggi vorrei dare battaglia alla mia apatia, al mio conformarmi, al mio annichilimento individuale.
Vorrei smettere di uniformarmi al gregge di pecore che ogni giorno va da A a B per poi tornare ad A perdendo ciò che mi rende veramente ed unicamente ( nel bene e nel male ovvio ) Ivano.
La vita è divenire, movimento.E non parlo di movimento puramente fisico ma anche di mentale.
Voglio riaccendere la torcia della mia curiosità e trasformarla in un falò dove tutti ci possano danzare attorno.

Voglio riscoprire l'interesse nel conoscere e risconoscermi nelle belle persone che popolano i miei giorni e scoprire il particolare anche di quelle che non mi piacciono.
Voglio leggere, creare, amare e sporcarmi le mani.
Voglio spostare la mia attenzione dall EGO all IO.
La strada non è semplice soprattutto se si parte dal fatto che ho dovuto cercare su GOOGLE quale fosse il concetto contrario all'ego!!!
Ma mi piace pensare che a 35 anni, con la mia indolenza, la voglia di fattanza ed i miei momenti ascetici, Ivano possa anche crearsi una realtà diversa da quella che si stava immaginando.
E allora che questa pioggia rinfrescante stemperi questi tratti troppo definiti nel mio acquarello per poter ricominciare di nuovo a dipingere.....

domenica 10 gennaio 2016

IL VOLTO DEI RE

Bisogna esercitare  i propri doni.
Questo il pensiero che mi ha accompagnato sulla strada del ritorno a casa dopo una bella serata tra amici.... E questa riflessione cade a pennello con l'epifania o, come si chiama nei paesi di lingua spagnola  LOS REYES... Si, sono passati i re magi ( scopro ieri che in realtà i re magi fossero 4 e non 3 ma questa è un'altra storia) ed hanno lasciato i loro DONI al bambin Gesù. Ed allo stesso modo, essendo anche noi incarnazione del divino, ognuno di noi, ha ricevuto la loro visita ....

Non ce n'è.... Per quanto la nostra società ci spinga a pensare e credere di essere tutti catalogabili e raggruppabili in sistemi che possano essere controllati e monitorati con semplice efficacia, ognuno di noi è un universo in divenire potenzialmente unico.
Crescendo, abbiamo la possibilità di riconoscere in noi stessi qualcosa che ci viene bene, delle abilità o semplicemente qualcosa che amiamo fare.
Sia  scrivere, recitare, cantare, dipingere, pulire la casa, aggiustare qualcosa, leggere e ricordare, trattare con i bambini, o rubare e perchè no rompere le palle! 
Senza giudizio, ognuno di noi ha dei doni... Ognuno di noi, al momento dell'incarnazione o della nascita ha ricevuto la visita dei re magi...

E difficile, soprattutto oggi credo, in un presente che ti lancia miliardi di stimoli tutti insieme, che ti da la possibilità fasulla di poter avere e fare tutto subito scoprire quali siano questi regali... C'è chi lo sa subito, chi lo scopre cammin facendo, chi lo intuisce ma non crede di esserne all'altezza e c'è chi ha bisogno di una guida che lo aiuti ad aprire i pacchi regalo.... 

Regali poi che a volte possono avere il pesante aspetto di un fardello, di una colpa, di una maledizione... 

Io conosco i miei doni .... Ma ancora, a 35 anni, faccio fatica ad esercitarli.. Si, perchè il segreto sta nell'intenzione non nella finalità... 
Dunque l'esercizio. Questa è stata un'illuminazione... Mi si è accesa la lampadina di Archimede  ed ha fatto cosi' tanta luce che è esplosa!
Ho un talento e quindi decido di riconoscerlo ed onorarlo. E riconoscendo il dono riconosco e definisco un pò di più me stesso; un alta pennellata sul mio quadro.
Bisogna avere il coraggio e la libertà di potersi dire: SI QUESTI SONO I MIEI DONI, questo è ciò che so fare, questo mi rende unico! 
E nell'esercizio del dono lo si regala al mondo. Un atto di volontà che mi permette sia di entrare in contatto con me stesso che con glia altri.  

Ho sempre vissuto vedendomi menomato, incapace, inabile, sempre meno bravo di qualcun altro .... Cercando il paragone e trovando solo frustrazione! Bhè ovvio che ci sarà sempre (grazie a Dio) qualcuno più bravo di me nel fare qualcosa ma non importa! Il modo in cui io faccio quel qualcosa, il modo attraverso il quale esperisco il mio dono è solo mio e quindi unico e quindi divino. Sto per la prima volta riuscendo a spostare l'attenzione non sul fine ma sul momento in cui faccio qualcosa. 

Arriva un momento in cui bisogna ricercare il proprio benessere... E stiamo bene quando siamo in armonia con noi stessi e con il mondo che ci circonda. Siamo armonici quando esercitiamo i nostri doni, quando siamo completamente noi stessi, quanto permettiamo al divino di agire attraverso di noi.

 Esercitare il proprio dono vuol dire metterci in comunione con l'universo; una comunione attraverso l'individualità. Voglio solo onorare questa capacità, dire al cosmo GRAZIE PER QUESTO REGALO, lo userò il più possibile e così lo renderò reale, personale ed autentico. 


Ripenso alle persone che più mi affascinano.. Sono coloro che hanno qualcosa da insegnarmi, che sanno fare qualcosa che io non so fare o che lo fanno in un altro modo. Che sia tagliare la legna o fare i finocchi al forno gratinati non importa, il fascino dell individuo scaturisce dalla propria unicità. 
Ed è ora che tutti noi ci rendiamo conto che siamo UNICI: anche se ci si prova a omologare, globalizzare, riprodurre, siamo ognuno un cosmo diverso dall'altro. Ed è proprio nell'espletamento della differenza che si può raggiungere una vera e proficua comunione per tutti...  

Un educazione sana, dovrebbe proprio basarsi sull'individualità, sullo sviluppo delle capacità o attitudini che ogni bambino ha dentro di sè, sempre e solo per il piacere di farlo. E sono sicuro che regalare i propri doni attraverso anche il semplice esercizio significa plasmare un mondo (quello che ci circonda) migliore.

E così eccomi esercitando il mio dono... Lo faccio per me ma in realtà lo faccio anche per te che mi stai leggendo sperando che queste righe ti facciano ricordare il volto dei tuoi Re Magi.

lunedì 7 dicembre 2015

CHRISTMAS ON

Anche quest'anno sta arrivando il Natale... Evviva... Mi rendo conto che ogni volta che inizia Dicembre io entro in modalità Natalizia..
Ovviamente la modalità è tutta mia ... Per cui fuori i buoni propositi anzi, allontanati a calci dall'uscio della mia tana, faccio rientrare dalla porta principale i miei vecchi amici gola, accidia e lussuria...
Si perchè per me il Natale è una lietissima festa pagana che si basa sul consumismo e sul peccato... E per questo che è la mia festa preferita!

Vorrei cercare di spostare l'attenzione dal giudizio (alcune parole usate per spiegare cosa sia il Natale per me potrebbero avere un'accezione comune negativa ) all'essenza del mio pensiero. Insomma il Natale è consumismo ed io adoro fare regali! Mi piace pensare al momento della sorpresa quando si "spacchetta" , mi piace la curiosità dipinta nello sguardo quando si fissa intensamente un pacchetto sotto l'albero senza riuscire ad immaginare quale meraviglia possa contenere, mi piace spendere soldi per gli altri e per me comprare addobbi inutili e trasformare il mio spazio in un luogo che giustifichi la momentanea follia...
Mi piace organizzare delle cene pre e post Natale mangiando fino allo sfinimento, lottando contro i segnali di un corpo ormai straziato da formaggi e carboidrati, inondato da rosso e prosecco per poi essere stordito da ansiose boccate di fumo ... Insomma il mio Natale è un elogio all'indigestione, uno schiaffo alla parsimonia ed al contegno, un ode alla materia ed al suo uso più becero....

Ho spesso mascherato questo mio momento di liberazione....
I giorni in cui la moderazione si ritira sola e timida nell'ombra per lasciare spazio all esagerazione ed alla  più vera manifestazione del nulla come fondamento esistenziale
L'ho confuso con l'amore per gli altri, un momento di comunione e vicinanza con la famiglia..
In realtà mi piace la vicinanza famigliare ma la vedo più come un orda vichinga che si abbuffa in maniera scomposta e divertita dove l'istinto animale ha il sopravvento sulla falsa modestia borghese...
Che si stappino più bottiglie di quelle che si possano bere e si riempiano più piatti di quelli che si possano mangiare.. Opulenza spreco e futilità, altre divinità del mio pantheon pagano!!!

E adoro Babbo Natale: quest'uomo sovrappeso, che non dipende da nessuna religione... questo spirito forse veramente nato dalla Coca Cola, grande madre del capitalismo e consumismo e globalizzazione moderni, che da la possibilità a tutti noi, una volta all'anno, di poter vivere con serenità la nostra immobilità, la nostra eterna insoddisfazione,  la nostra esigenza di demandare agli oggetti la nostra felicità! Che triste inganno, che facile bugia, ma pur sapendolo, ed anzi, proprio perchè lo sappiamo, Natale è la festa migliore!!!!

Io credo che ognuno di noi, più o  meno coscientemente, sappia che viviamo delle vite poco... umane... Insomma siamo così tanto e ci riduciamo a vivere di così poco... Lo sappiamo che ci nascondiamo dietro ai soldi, alle carriere, alle macchine, nelle droghe, perchè abbiamo paura di essere ciò che potremmo ... Perchè saremmo molto di più di quello che siamo, perchè i vestiti e le macchine ci andrebbero troppo stretti, i soldi sarebbero solo dei pezzi di carta, il petrolio solo un liquido melmoso e maleodorante che sarebbe meglio lasciarlo dov'è... Insomma, tutti ci rendiamo conto di vivere nel Matrix, di vivere l'inganno... ed Il Natale è la festa nella quale ci è permesso viverlo appieno....
Poter spendere stipendi per regali che non migliorano la vita, ma in questi giorni allietano e rendono l'illusione dell allegria e della soddisfazione...

Fare l'albero e riempire la casa di oggetti e luci: il riempire e l'illuminare tutte le zone vuote e buie della nostra vita, almeno per un mese all'anno perchè qui, adesso, dall'avvento all'epifania, andiamo tutti bene cosi'.... Smettiamo di limitarci e regolarci per sprofondare nella dolce melassa del di più.....

E allora via che mi compro quella cosa che è da tutto l'anno che son li a guardare, a mettere nel
carrello virtuale che poi svuoto prima di chiudere la pagina... Come un rituale , tutti igiorni, prima di andare a letto, tac, procedi con l'acquisto, sei sicuro, NO, NO non sono sicuro anzi non ero sicuro fino a ieri, ma oggi si, lo spirito del Natale mi accompagna e benedice la mia spesa e click, acquistato!

Dopo l'otto, finisce il supplizio, la continua lotta tra una dieta sana, equilibrata, ricca e nutriente e il junk fast big fake food... Il mangiare solo per riempire la bocca e masticare senza sosta, un overdose di sapori e gusti per le papille gustative che impazzite analizzano cristalli di sale per poi essere inondate da fiumi di cioccolato caldo ...

Il Natale è la festa della legittimazione dell incapacità attuale dell'uomo di essere oltre il materiale... E' il momento in cui la continua lotta tra spirito e materia si può placare...

E forse il Natale è anche la festa della comprensione... Del lasciarsi andare e forse allora anche dell'accettazione... Pronti per i buoni propositi del nuovo anno ma anche consci del fallimento di quelli dell anno precedente... Un resettare, un dire ok, ho fallito ma non sono un fallimento... Ci ho provato, sono ingrassata ma ho fatto quello che ho potuto... E' la festa dell'incontro più sereno, senza aspettative, anche nei raduni falsi... ci si rivede e ci si riflette sempre ed in qualche modo... Ci si guarda ancora una volta allo specchio e ci si dice vabbè dai, ho un altro anno per migliorare...
Ed è forse anche il momento del lasciar perdere, è la festa della tregua, con se stessi e con gli altri...
Orchi o folletti in questi giorni siamo tutti un pò più simili ....

Evviva il mio Natale, evviva anche il vostro....

giovedì 8 ottobre 2015

SINTONIA QUANTICA

Ieri, per la prima volta dopo tanto tempo, ho incontrato un libro. Sono un assuefatto alla lettura, devo farmi almeno una volta al giorno. 
Dipendente cronico da fantasy epico da almeno un paio d’anni. La scelta delle saghe è un lavoro meticoloso, una ricerca spesso frustrante e costosa. Il mercato italiano del fantasy è tristemente di nicchia. Sto parlando di opere per adulti che a quanto pare in Italia, hanno pochi editori. 

Anyway, adesso è da un bel po’ di tempo che non incontravo libri. Ho le mie saghe, cerco i vari volumi su internet, come un detective tra i vari book shop online. Faccio agguati e appostamenti interminabili. 
 Insomma non mi capita più il magico incontro con una copertina o un titolo che mi attraggano magneticamente. Fino a ieri.
La mia casella di posta elettronica è divisa in tre parti: le mail principali (quelle che dovrebbero interessarmi )  le social, che cancello senza neanche vedere e promozioni , ossia junk mail 100%. Anche in quest’ultima cartella, che di solito si riempie in un battibaleno di decine di inutili messaggi,  con inviti, regali, proposte più o meno decenti ed  offerte da non perdere, cancello tutto subito come se non ci fosse un domani.

Ogni tanto però do un’occhiata veloce ai mittenti nel caso in cui stia aspettando una mail da qualcuno perchè a volte il cervello della posta può sbagliare ad incasellare i messaggi. 
Ieri il mio occhio arrossato ed annoiato dal poco lavoro in ufficio si è posato su un mittente: MACROLIBRARSI. Si tratta di una casa editrice che pubblica saggistica interessante. Ripeto, è da un paio d’anni almeno che non leggo altro che fantasy, facciamo anche 3, per cui non ho interesse nel cercare altre “sostanze librose per farmi”. Ho trovato la mia eroina e per il momento la tolleranza non supera lo sballo.
Ma non so perché, quasi come se un intervento divino, una mano fantasma avesse accompagnato la mia sul mouse per cliccare “visualizza” invece di “cancella” ho aperto la mail ed ho incontrato un libro!

LA MENTE QUANTICA. Non scrivo per recensire quest’opera, probabilmente lo farò leggendola e ne parlerò con amici… Quello che voglio esprimere è la meraviglia davanti alla falsa casualità, alle coincidenze che, mai fortuite, ti permettono, se colte con agilità ed apertura mentale ad incontrare cose e persone che vale la pena includere nella propria esperienza di vita. Oltretutto il libro parla anche di questo tema e racchiude tutti i miei pensieri un po’ scettici su ciò che non si può esprimere con razionalità e logica.

Ho subito scaricato il libro sul mio ebook (l’ho fatto a distanza, ossia, lui è a casa collegato ad internet, io ho comprato il libro su Amazon alla metà del prezzo e quando sono rientrato dal lavoro era bello che scaricato e pronto!!) e ieri sera leggendo le sue pagine mi sono trovato “ al mio posto”.
E’ una sensazione strana da spiegare però capita a volte (troppo poco spesso per me) che si facciano delle cose o si vivano esperienze che riverberano dentro ed intorno a noi con frequenze giuste, corrette, che ci appartengono e ci identificano in qualche modo. Capita anche il contrario e forse è più facile da riconoscere …Quelle volte in cui ci diciamo “ma che cazzzz sto facendo qui? Ma perché ho scelto questa cosa? Perché sono con lui/lei e non con qualcun altro?”
E’ una questione di sintonia… come dice l’autore ( anzi gli autori del libro sono due ma per il momento ne ho conosciuto solo uno) siamo immersi tutti nello stesso oceano energetico, ed anche se ci riconosciamo come onde separate è solo un illusione…. Siamo tutti connessi perché fatti oltre che di materia di energia.
Sono temi già ampiamente trattati dalle filosofie orientali, saggi come il TAO DELLA FISICA (per me troppo tecnico o forse ero troppo giovane quando mi sono avvicinato) o più romanzato in ILLUSIONI di Richard Bach e in mille saggi più o meno filosofici e new age.
Concetto spiegato sublimamente dalla fisica quantistica che non riesce a dimostrare empiricamente il comportamento di particelle subatomiche che sembra abbiano una coscienza collettiva…….. Mi entusiasma il fatto di trovare il sovrasensibile nel sensibile. Indagando la materia si scopre che esiste l’energia 

Insomma tema che è acqua fresca per la mia mente disidratata da salatissime abbuffate di maghi e spade ed intrighi e carneficine varie…


Auguro a tutti di fare molti incontri “SINTONICI” ossia di sintonizzarsi sulle frequenze giuste per esperire al meglio la nostra incarnazione e di cavalcare la propria onda pur sapendo che è solo una manifestazione di una fantastica connessione con l’universo….

mercoledì 4 giugno 2014

Il mago in prigione

Il vuoto... Assenza scomoda che pervade credo, la maggior parte delle persone, ovviamente me compreso. A volte lo immagino come una palla nera al centro dello stomaco che, come un vortice, risucchia tutte le mie energie e la mia serenità.
Si manifesta attraverso un continuo senso di insoddisfazione, futilità nei confronti delle cose e delle situazioni della vita quotidiana... Insofferenza, nervosismo fino ad approdare alle melanconiche spiagge della desolazione .... 
Il vuoto ha la capacità di espandere il suo cerchio nero ed uscire dal mio corpo fino a diventare una seconda pelle, finissima, quasi invisibile, ma che mi allontana e separa dal resto del mondo. 
E' il compagno fastidioso che alle volte prende le sembianze di un piccolo gnomo deforme che mi suggerisce di abbandonarmi all'oblio, di lasciarmi andare, di non impormi limiti. Mi dice di riflettere sul fatto che le cose della vita normalmente vanno male, che nessuno sforzo è ripagato giustamente; che la felicità è di qualcun altro che io no, non posso immaginare di vivere in armonia. 
E allora andiamo insieme sempre più in basso, mi sussurra, cavalchiamo questo nero vuoto che vuoto non è.

Disagio... l'uomo è incline all'uso di sostanze sempre più varie che, o lo allontanino dal suo disagio, o che lo condizionino trasformandolo, apparentemente in qualcos'altro. Droghe, pastiglie, alcool, dipendenze varie che diventano false divinità in grado di dirigere la nostra vita, incapaci noi stessi di prenderne le redini.
L'uomo viaggia e si sposta per il mondo per fuggire da se stesso, per farsi ingannare da stupendi paesaggi che prima poi ritorneranno prigioni. 
L'uomo non ha scampo se non l'oblio... l'allontanarsi dal proprio io per crearne uno fittizio, comune a tanti. Un io che possa essere regolamentato, indirizzato, condizionato, globalizzato. Ed è qui che entra in gioco la materia, il capitalismo il consumismo. Trasponendo le nostre carenze in oggetti che sono facili da acquisire, riviviamo per un momento l'allegoria del riempimento. Ci illudiamo, poveri stolti, che quell'oggetto possa essere inglobato nel nostro io e saziare il vuoto. Ma il vuoto non si può nutrire di materia, non si sazia di oggetti, ma al contrario si espande con essi e diventa sempre più insaziabile. 

Purtroppo o per fortuna, il vuoto si può riempire solo con Amore, per noi stessi e per gli altri. Amore inteso come consapevolezza e conoscenza della natura umana, rispetto per la propria vita e quella degli altri. Amore che ci rende oracoli di noi stessi, saggi, veggenti; maghi così potenti da poter trasformare il vuoto in pienezza di vita, in gioia, in energia che ci rimetta in contatto con l'universo... Magia che possa trasformare la disperazione in equilibrio.

E a meno che non si abbia la benchè minima percezione di tutto ciò, a meno che non si identifichi il vuoto stesso con la vita come fa la stragrande maggioranza delle persone o, al contrario, non si sia già abili maghi, non si può vivere bene. Io stesso riconosco il mio vuoto ma ne sono comunque schiavo. Sono prigioniero riconoscendo le sbarre e la pietra fredda della mia prigione, cosciente incarcerato da me stesso. 
E mi chiedo " ma perchè esiste questo mostro dentro me? Questo magma nero che si trasforma in petrolio per trascinarmi a fondo ogni qualvolta perda il contatto?" . Pensavo un tempo e spero ancora ogni tanto esista un Dio stupido e maligno ... un dio bambino capriccioso che si diverte nel vedere i poveri umani destreggiarsi in un circo di sofferenza e difficoltà.
Invece no, ovviamente troppo comodo demandare..... Il mio vuoto esiste per mettermi alla prova, per evolvere, per non chiudere gli occhi o per non tapparmeli con la materia, per riappropriarmi di quella divinità completamente umana che ho deciso perdere incarnandomi. 

E dovrei essere grato per questo dono: poter riconoscere l'ostacolo come possibilità, e la difficoltà come sforzo necessario per poter gioire della conquista. Ma quante volte penso: beata ignoranza! Quante volte osservo gli ignari mezzi uomini che sfamano il proprio mostriciattolo con vestiti e tonnellate di cibo plasticoso, che sorridono beati accarezzando il volante di un auto nuova, che splendono nelle loro abbronzature artificiali dopo essere stati in artificiali paradisi naturali. 
Adesso mi sento prigioniero più che mai e non so come riconquistare la libertà: ho una catena al collo e un bastone  in mano. Potrei dare potere al bastone per spezzare la catena e camminare libero o semplicemente potrei  incidere il legno con una tacca per ogni maledetto giorno passato nella mia personalissima cella....