mercoledì 10 febbraio 2016

LA LUNA E LE MAREE

Eccomi sopravvissuto ad una notte di puro.. terrore e dolore.Ieri sono andato a letto tardi, stanchissimo,con la voglia di leggere un pò e perdermi in un sonno ristoratore. E così successe fino all'una del mattino. Mi sono svegliato di soprassalto, senza capire bene il perchè... Dovevo andare in bagno? Il mio compagno stava ridendo sguaiatamente mentre parlava con i suoi famigliari dall'altra parte del mondo? Un violento temporale? Un incubo? Era suonata la sveglia? No.
Mentre la coscienza si liberava delle trame del sogno arrivò, lentamente ma con fiera energia il mal di denti.... Oh no! Corsi in bagno a lavarmi di nuovo, feci sciacqui, ripassai con più insistenza il filo interdentale, ma niente. Era tornato il maledetto, più ringalluzzito che mai.
Provai a coricarmi di nuovo, cercando di ignorarlo, ma Lui aumentò l'intesità fino a diventare un vero e proprio tormento. Spaventato, innervosito come sempre quando un dolore mi avvolge, ho cercato subito rifugio nelle poche pastiglie presenti nel mio armadietto dei medicinali. Ma Lui, non accennò a placarsi... Solo un pò, gli dicevo, per favore, non dico di andartene, ma almeno abbassa il volume, solo per dormire, qualche ora, fammi arrivare a domani che ho l'appuntamento con il dentista!!! Invece imperterrito catturò completamente la mia attenzione.
La tortura ha continuato fino alle sette del mattino. Ho provato a stare seduto, mezzo sdraiato, a leggere, a guardare un telefilm a camminare a gorgheggiare, a massaggiare, ma nulla, l'unica cosa che ho potuto fare è stato stare 6 ore (credetemi sono sembrate 6 settimane!) ad ascoltare e soffrire.
Poi, dopo pianti, una chiamata alla guardia medica (che non era nè guardiano nè medico), sigarette sprezzanti, camminate e soliloqui al bordo dell'insanità mentale, pastiglie antidolorifiche di ogni tipo (che non hanno sortito effetto alcuno ovviamente) mi sono arreso, ho preparato il caffè, mi sono fatto una doccia, preparato per andare al lavoro e il dolore è scemato. Non scomparso ma diventato sopportabile.
Curioso.

Si, curioso che abbia avuto più di un incontro ravvicinato con il dolore fisico dei più subdoli in questo periodo che sto riscoprendo l'esigenza di sentirmi, di ascoltare il mio corpo che troppo spesso do per scontato e perfettamente funzionante. Mi curo più di un brufolo (estetica) che di un mal di schiena o di una carie. Il primo incontro con me stesso è stato attraverso il dolore. Non fastidio, perchè non mi sono mai scomodato per un fastidio ma dolore, forte, intenso continuo.

Forse questa voglia di lavorare su di me, di prendermi cura soprattutto dell'interno del mio corpo nasce in concomitanza di un'esigenza fisica, che si manifesta senza tergiversare. Diversamente dalla mia volontà spesso altalenante. E' come se il mio corpo mi stesse dicendo " allora se lo facciamo facciamolo seriamente, niente più approssimazioni. O resti o vai.
E so che voglio farlo e lo farò.



E come un moderno Dante, che nella sua esplorazione dei mondi ultraterreni aveva bisogno di una guida, anche io ne ho scelto una. Anzi direi che mi è capitata.
 Sono spaventato (o PAAAVENTATOOOO come direbbe il Furby)! Mi pervade il timore infantile di sentire ancora dolore o magari la paura di aprire il vaso di Pandora e di essere travolto dal suo contenuto. Ma so che è giunto il mio momento, e sia il cosmo che il mio corpo sembrano essere molto d'accordo.
Mi trascino da anni dolorini, disturbi, acciacchi, fastidi ai quali ho sempre fatto orecchie da mercante. Qualche anno fa ebbi un problema alla gamba sinistra per il quale dovetti smettere di correre. Amavo correre, era il mio sport preferito: lo facevo per il piacere di farlo non per un fine. Era il mio momento, la mia meditazione, il mio mettermi alla prova. Adesso non posso più farlo. E solo ora capisco che quel momento fù una grande occasione non colta, un chiaro invito al movimento interiore. Ma io niente. Ho fatto finta di niente. Non posso più correre? vado in palestra! La ragione probabilmente è che ancora non ero pronto ad iniziare un cammino, un lavoro con me e su di me.... Però adesso mi sembra da folli non essersi soffermati .... Si certo, ho pensato al perchè mi fosse successo, ne ho parlato con amici, ho letto libri ma l'ho accettato come una cosa della vita. Oggi corri, domani no. Punto e ciao!
Oggi, ringrazio quell'Ivano che ha pensato ad altro, ha scelto di affidarsi alle cure di macellai, che lo hanno aperto, squartato smontato e rimontato. Abbraccio con compassione quell'Ivano che è rimasto immobile e passivo mentre rovistavano il suo corpo, convinto che quella fosse l'unica soluzione possibile al suo male, pur sapendo che c'erano altre vie.
Pur sapendo. Mi si è preclusa la possibilità di correre fisicamente, di spostarmi nella materia, ma mi si brindava l'occasione di un movimento più sottile, più intimo verso l'interno, nello spirito.
E ovviamente l'intervento chirurgico al quale mi sono sottoposto non ha migliorato la mia qualità di vita, non mi ha permesso di correre di nuovo e ho sei cicatrici che percorrono la mia gamba sinistra dall'inguine al polpaccio.
Ma mi ricordo come, in quel momento, tutto mi sembrava giusto e normale. Come mi crogiolavo nel ruolo del paziente, del convalescente... Tutti , o quasi, che mi dicevano poverino, che pena, dai che ti riprendi e io che gongolavo nel ruolo della vittima coraggiosa mentre raccontavo l'agonia della degenza ospedaliera, il bianco-grigio della morte che pervade un posto che dovrebbe invece brindare alla vita. Perchè gli ospedali non sono colorati? Non solo i reparti di pediatria ma tutti dovrebbero riverberare dei colori della vita, dell'energia della positività!
Quelle ore interminabili, quell'odore di rassegnazione e staticità, quelle facce senza speranza degli altri degenti e quelle terribili, algide di chi sceglie di passarci la maggior parte del proprio tempo. In quei purgatori si promuove e dilaga il restare immobili e basiti.
Senza voler offendere nessuno, ma credo che chi lavori in un ospedale per scelta sia masochista e non altruista. Di sicuro non è spinto, a mio modestissimo e discutibilissimo parere, da una voglia di aiutare, condividere, gioire della vita. Certo ci sarà qualcuno spinto da buoni e positivi propositi ma l'ospedale è un non luogo di pre-morte, non un tempio dove si possa migliorare e perseguire la vita intesa come armonia e movimento.
E adesso lo vedo chiaramente e forse grazie a quell'esperienza fondamentale, importante, giusta per me e vera, ora posso scegliere pienamente un altro percorso. E il dolore che ha deciso di distillare i secondi di quell'interminabile notte è stato un richiamo, una prova forse, un suggerimento: sei sicuro che vuoi andare in questa direzione? Pensaci bene, perchè di dolore ne proverai, di diverse forme, ma tanto grande sarà il dolore, maggiore la difficoltà e la necessità di abbracciare ed esplorare quelle parti di te che ignori più o meno coscientemente, quanto grande saranno l'armonia, la gioia la bellezza che scoprirai e permetterano, si spera, di plasmare un Ivano più complesso e più completo.
Si paga sempre. Le cose gratuite non hanno valore.
E adesso, con grande timore, con umiltà e con una grande curiosità, mi sento pronto per incontrare, soffrendo e godendo, gridando e cantando, ballando e piangendo.
Il movimento sottende uno sforzo, che per quanto faticoso porta sempre da qualche parte dove vale la pena soffermarsi.

domenica 7 febbraio 2016

DART E ANAKIN

Domenica mattina, seduto al tavolo di fianco alla finestra. Una tazza di caffè bollente con latte di soya e fuori piove...
Adoro la pioggia e mi piace il cielo coperto, che attraverso quel grigio delle nuvole irradia comunque luce. Tempi difficili ma c'è speranza.... E così trovo una corrispondenza tra il fuori e dentro di me...
E questi per me sono giorni difficili, sicuramente giorni vivi, anche quando sto a casa da solo e saltello tra un libro, il blog, le pulizie e un film. Sono pervaso da un bipolarismo quasi esasperante. Da una parte la fame di azione, movimento, incontro e dall'altra la richiesta di un ego un pò frustrato che vuole attenzione, stasi, isolamento. E spesso io non so dove sono.
Sono giorni complicati e talvolta poco comprensibili. Per ogni esperienza positiva io stia vivendo c'è come un contrappasso divino che mi butta a terra. Per ogni PIENO c'è, inevitabilmente, un VUOTO.
So che la nostra vita è un'onda che si rincorre, quanto sali tanto scendi, però mi ritrovo spiazzato, in questo mio nuovo sentire, quando incontro ancora una parte, un vivere me stesso che mi lascia senza parole ed incapace di agire.

Così io, pur cercando di alimentare e fomentare una parte di me che agisca creativamente nel mondo, che cammini nella luce, non posso evitare di incontrare l'oscurità. Però, per quanto decida di incontrarla non mi ci voglio più avvolgere.
Osservare senza forzare e senza assecondare... Ma rimango comunque basito.
Ad esempio, quando sono preso male, quando sono nel lato oscuro diciamo,  non ho voglia di vedere nessuno; e nel caso stia comunque tra le persone rimango in silenzio, riflessivo, non partecipo, mi distraggo, tutto il mio corpo mi chiede di scappare via, subito. Nel momento in cui non sto bene con me stesso, perchè credo che il dunque sia questo, ciò che mi specchiano gli altri, anzi, ciò che percepisco io, è un immagine di solitudine estrema, di separazione. Io nella mia palla nera, con la maschera ed il respiratore, e gli altri, fisicamente accanto a me, ma immersi in un mondo di colori e calore.
Quando sono in Dart Vader, perdo l'uso dei miei sensi. E in questi giorni mi tolgo e mi metto la maschera con una velocità disarmante!!!!
Ma, scrivendo ora, mi rendo conto che la soluzione è viversi, sempre! Masticarsi, rigurgirtarsi se necessario, ingoiarsi e ribaltarsi soprattutto nei momenti dark. Non solo accettare o rifiutare, ma abbracciare e conoscere, riconoscersi in quei momenti e riequilibrare luce e tenebre.

E a tal proposito, Venerdi ho partecipato ad un incontro con una minuta dottoressa antroposofica. Carina, accogliente, pocket, di quelle che ti porteresti sempre in tasca per consultarla ogni qual volta si abbia un dubbio. E' stata un'esperienza interessante per 2 motivi: prima di tutto l'argomento, ossia i 12 sensi individuati da Rudolf Steiner. Questo folle illuminato ha descritto 12 sensi come finestre sullo spirituale, come strumenti che che l'uomo può riscoprire attraverso la luce per rimettersi in contatto con il divino, ossia con il proprio io e quello dell'altro. Certo non sono io chi possa dare una spiegazione esaustiva di questo tema tanto vero, completamente dell'uomo ma allo stesso tempo tanto complesso ma, oltre ai 5 sensi comuni a tutti se ne aggiungono alcuni che hanno risuonato, vibrato in me più di altri. Sono il senso della vita ad esempio, stupendo, il senso della percezione del proprio benessere e l'utilità di sentire, capire e gestire il dolore. Quante volte ringraziamo o ci rallegriamo per essere in salute? Non poniamo forse solo l'attenzione su noi stessi quando NON stiamo bene? Interessante vero?
E poi il senso dell'io nell'altro. Ossia la capacità di incontrare l'io di un altro essere umano. Come giustamente disse la dott.ssa l'uomo è ben lontano dal raggiungimento di questa capacità però ci si può avvicinare ad essa attraverso l'esercizio del perdono. E qui, il messaggio che mi ha dato uno schiaffo cosmico e mi ha fatto cadere a terra sgomento.
Il perdono non inteso come "si dai va bene, siamo di nuovo amici, ok" o " mannaggia a te, ma per sta volta..... " Il perdono come lo descrive il Cristo, o chi ha scritto la sua biografia (non mi piace usare figure bibliche o religiose ma questa è la più esplicativa non ce n'è) che nel perdonare FA SUOI GLI ERRORI DEGLI ALTRI.
Wow!!!! Oltre l'empatia, la compassione, qui si entra proprio nell'altro e ci si identifica, ci si unisce e si diventa uno! Come la fusione tra Goku e Vegeta insomma!
Vuol dire entrare così tanto in comunione con l'altro da poter vivere e condividere i suoi errori, le sue mancanze... Karmicamente parlando, io ho fatto del male a te in un altra vita, e tu adesso lo fai a me. Tu sei ora il mio carnefice (che brutta parola) perchè io sono stato il tuo in una vita passata. E comunque se ci stiamo incontrando, qualsiasi siano i ruoli va bene così.E qui si apre un mondo di possibilità di amore quasi infinito. Impossibile non riflettere sui miei genitori e su mio fratello... Arg!!!!

La seconda ragione per la quale Venerdi sera è stata una bella, viva, vera serata è perchè sono stato in mezzo a gente che non conosco. Incominciando dall'attesa dei cugis fuori dalla scuola dove si è tenuto l'incontro, sono rimasto piacevolmente stordito da questa onda calda di saluti da parte di sconosciuti che passando davanti a me, con un ciao mi dicevano "siamo nella stessa barca".
Venerdi ho fatto un primo passo per incontrare il mio "orsismo" che negli ultimi tempi si è sempre più accentuato. E mi sono osservato. E mi sono divertito.
All'inizio, ero rigidissimo, di fianco la cugi, che pur essendo famiglia in quel contesto era più con gli altri. La prima sensazione è la separazione e la nudità. L'esigenza di correre al riparo, di rintanarmi.... Mi sono concentrato sull'oratrice e credo che il mio sguardo fosse così intesto da averle consumato un pò i vestiti, e poi, dopo circa mezz'ora ho girato timidamente lo sguardo e ho visto gli altri. E ho soffermato lo sguardo su tutta quella gente, sconosciuti certo, ma non per questo così lontani da me...E con l'osservazione ho immaginato vite, percorsi, scelte, momenti difficili... La postura, gli sguardi, il modo di vestire ..... Persone: tante, diverse, ma tutte lì, come me... E sinceramente sarei stato ad osservarle per ore... Insomma sono stato in mezzo a gente che non conosco e sono riuscito quasi a stare a mio agio... Ed è questo una cosa su cui voglio spingere, perchè cosa c'è di più bello, di più vero della condivisione? Anche se qualcuno non ti piace, se non vorrai più rivederlo, ognuno ha qualcosa da dirci, un immagine nella quale rifletterci, un mondo che possa arricchire anche il nostro.

E comunque, dopo questa serata vibrante e per tematiche e per esperienza fisica se vogliamo, sono caduto nel lato oscuro.... Questa sensazione mi ricorda molto quando facevo dei concerti con il mio gruppo musicale... Il momento della performance era stupendo, era un espressione vera e diretta del mio io, e poi, quando tutto finiva, rimaneva il nulla.
In realtà si tratta di un illusione, perchè tutto dipende dalla mia prospettiva..... Il mondo è sempre magico e colorato e vibrante e vivo, non solo in alcuni momenti, e questo è il concetto base sul quale voglio lavorare...... Esercitare i miei 12 sensi per vivere pienamente, ogni secondo di questa impegnativa e gratificante vita.
E decido proprio ora, di forzare il mio ego e spezzare degli schemi che limitano i miei sensi... Dart, ti voglio bene, sei affascinante, ma è giunto il momento di passare al lato luminoso...  I cugis, arrivo...
May the force be with you young padawan.........

lunedì 1 febbraio 2016

LA TANA DELL'ORSO

Dai dai dai dai!
Questo il mantra che accompagna il mio Lunedì.
Aperta la porta di casa, questa mattina, sono stato investito da una luce ultraterrena, stupenda, surreale.
Il cielo mi ha regalato un ascesa del sole emozionante. E non può che iniziare bene.
La sconcertante rivelazione della linea della vita che ho descritto nel post precedente, mi ha innescato un processo strano, una trasformazione o un ritorno, non so bene, ma delgi ingranaggi interni, arriugginiti e polverosi, hanno ricominciato a girare. All'improvviso sono immerso nel movimento, fuori e dentro di me...Un pò la cosa mi spaventa a dire il vero; perchè mettendo in dubbio una certezza alla quale mi ero ancorato per così tanto tempo, ho messo in dubbio un intero sistema percettivo.
Era da tanto che mi ero convinto che il mondo, la gente, gli eventi, le occasioni, non avessero più niente da dirmi. Ero sicuro che il mio stare fosse di fianco, non in mezzo. Invece, da sabato mattina, attraverso una serie di rivelazioni traumatiche, che mi hanno fatto sentire solissimo e distante in un sabato sera tra amici.E ricordo bene quella sensazione di smottamento interiore, di frantumazione del solido per lasciare spazio al liquido. E la prima reazione è il rifiuto, la paura, il senso di abbandono.Invece ora mi sento come un bambino sul trampolino di un immensa piscina pronto per buttarsi e schizzare acqua da tutte le parti!
Dai Dai Dai!!!!
Domenica è stata una giornata tra sorrisi e lacrime... Sorrisi perchè sento in me un'energia nuova, un pulsare, una curiosità che da tempo non sentivo più, lacrime perchè ho perso necessariamente e drasticamente una parte di me nella quale non mi riconosco più. Riconosco e ricordo invece,
quel periodo in cui il mondo vibrava di magia e mistero, dove ogni atto quotidiano si trasformava da ripetitivo e monotono in un avventura per condividere qualcosa sempre nuovo con qualcuno.
Saremo anche schiavi di noi stessi, limitati, ottusi a volte, ma se riusciamo a guardare oltre, anche solo un pochino, ognuno di noi è una fantastica galassia da esplorare. E magicamente, sento forte, sento quasi l'esigenza di conoscervi tutti e apprezzare la vostra unicità.
Spero avrò il coraggio di mantenere queste parole una volta che rileggerò il tutto, perchè mi sembrano così lontane da me eppure, in questo preciso momento, così vere.
Curiosità. Non più la frustrante ricerca di un fine, di un elevazione, di una saggezza o autorità in qualche campo. Sempre il solito coglione bi-polare ma ... curioso di conoscere di scoprire, di estendere i propri limiti e mischiarli con altri. Con ciò non intendo dire di voler amare tutti, sorrisi e baci e carezze e pianti, ma di voler incontrare e rispettare l'unicità di chi mi sta intorno e cammina il mio mondo pur non provando necessariamente sentimenti particolari nei loro confronti.
E proprio stamattina, al lavoro, una persona che ritenevo poco interessante e quasi fastidiosa, mi ha rivelato un mondo così assurdo e bizzarro ai miei occhi ma così vero perchè suo. E non è più una questione di condivisione o di voler convincere qualcuno, non è giudicare e condannare, paragonare o tirare le somme, diventa interessante e piacevole compartecipare nella vita di qualcun altro. Anche per un minuto, un ora.... Vedere attraverso altri occhi realtà diverse mi da un senso di comunione veramente appagante. E da un senso a me.

Oggi sono stato anche dal dentista. Una seduta di una lunga serie che mi aspettano e, in un certo qual modo, anche se rispondendo con versi, o solo ascoltando e leggendo le espressioni concentrate del suo viso e la sua soddisfazione di avermi devitalizzato un dente dipinta sul suo volto, mi ha fatto sentire vicino a lui. Sofferto, anestetizzato, in quella stanzella candidamente orribile mi sono sentito vicino al mio dentista e la sua assistente che in ogni movimento mi strusciava le sue tettone sul braccio!
Sono uscito di lì dolorante ma appagato dalla, anche se minima, esperienza umana, pur essendo stato, trapanato, bucato sbudellato e privato di preziosi nervi dentali!

Certo che ora più che mai sento l'esigenza di un faro, una guida un punto di riferimento. La torcia che mi guidi e mi dia segnali quando mi sento perso. Perchè, se è vero che aprirsi all'infinito ed alle sue possibilità è bellissimo, è altrettanto vero che può essere spaventoso perdersi per le sue immense distese.
E adesso sono elettrizzato e sconcertato. Sono passato da avere sempre sonno, ritenermi soddisfatto nell'azione solo con il lavoro, passando le serate sul divano immobile,imponendomi un coprifuoco per garantire un sonno di 8 ore a ... E adesso che faccio? che faccio? cosa faccio? Da stare stare stare stare stare a FARE FARE FARE FARE FARE!!!
Come se mi fossi evoluto da bradipo a Speedy Gonzales!!!! In questo mi riconosco come il solito bipolare....
Ma improvvisamente le giornate hanno ri-acquisito quel mistero che avevano perso da tanto tempo... Chissà cosa può succedere? Chissa chi posso incontrare? E le persone, dalla cassiera del supermercato (povera mansione tanto stereotipata!) al tizio in macchina in coda al semaforo dietro di me, acquisiscono uno strano fascino.
E mi commuovo nell'incontrare di nuovo quell'Ivano che pensavo fosse esistito solo per un brevissimo periodo di tempo della mia vita.
Ho voglia di conoscere, di condividere e di incontrare.....
Peccato che al momento non sappia come indirizzare le mie energie... Ma, se qualcosa ho imparato da me stesso, per ora devo solo prendere un respiro profondo, aprirmi al mondo e... aspettare...
Si, aspettare... Perchè quando sei pronto il mondo ti parla, ti invita, ti propone.... Ed io sono pronto per cogliere le occasioni che vorrà offrirmi senza fretta...
In fondo mi sono appena svegliato da un lungo letargo e, come un orso appena uscito dalla tana,prima di riprendere la caccia e l'esplorazione, deve sgranchire gli arti e abituarsi di nuovo al mondo esterno....
E così, per il momento, rimango sull'uscio, trepidante, annusando quest'aria fresca, rigenerante, piena di energia e di possibilità.
Dai!


sabato 30 gennaio 2016

CAOS ARMONICO

il  2016 è iniziato con un forte bisogno di concretizzare, di andare oltre, avanti, di incontrarmi. Sento la necessità di superare uno stallo, una cementificazione del mio essere.
Ci sono stati momenti in cui ho visto chiaramente che la mia scelta di vita semplicista non mi basta più. Sento che è arrivato il momento di non indugiare e togliere la maschera di conformismo dietro alla quale forse, da qualche anno, ho scelto di nascondermi... Perchè, se da un lato è semplice farsi trascinare da una vita superficiale, dall'altro abbandoni completamente il tuo io, la tua essenza, dimentichi e allontani il tuo sè dalla tua missione, dal tuo scopo ....
Prima della fine dell'anno ho trovato un libro che parla proprio di questo... Superate le prime pagine di introduzione mi sono subito bloccato davanti agli "esercizi"... Disegna la tua linea temporale identificando gli eventi principali, positivi e negativi che hanno caratterizzato la tua vita.
Appena incominciai a riflettere su ciò, il mio ego mi distrasse subito, suggerendomi di spostare la mia attenzione verso qualcos'altro e, con enorme facilità e sollievo (per l'ego, credo) lasciai perdere. 

Stamattina mi sono svegliato invece con l'esigenza, pur non avendone voglia (ego), di riprendere questa analisi che poi è un viaggio, un tendere la mano al mio io.
L'ho fatto senza voler arrivare a nulla, senza voler chiudere nessun cerchio, senza cercare nessun significato profondo e rivelatore... Eppure qualcosa ho scorto....
Analizzando quasi con leggerezza ma con concentrazione il mio cammino su questa terra, ho incominciato a vedere come un filo dorato che si intersecava e univa tutti i momenti STRONG della mia vita. 

E per la prima volta ho visto un significato. Non so se sia esattamente questo, ma so che ho incominciato a vedere qualcosa di nuovo su di me che non avevo visto mai.
Già nel primo settennio della mia vita mi sono trovato a vivere situazioni che, noto ora, mi hanno dato l'occasione di indagare sulla natura umana e sulle infinite possibilità dell'incarnazione dell'anima.
La nascita di un fratello con gravissimi problemi fisici e mentali ad esempio. A 7 anni sono entrato in contatto con il diverso. In quel momento l'universo mi ha dato la possibilità di riflettere e ad accettare altro rispetto alla normalità. Non esistono solo bambini che nascono sani e seguono un iter "standard" , ma esistono anche eccezioni. E Federico probabilmente mi ha fatto il primo grande regalo.  La vita è immensa e le possibilità sono infinite. La vita riguarda l'uomo, l'essere... non ci sono schemi e lo stesso concetto di normalità è molto relativo.
Sempre intorno ai 7 anni mi sono scoperto gay. Anche qui un invito ad aprirmi all'altro, ad andare oltre le etichette, le definizioni, le esperienze pre-indirizzate. Un bambino a cui piacciono i bambini quando il modello venduto e inculcato è maschio + femmina non maschio + maschio o femmina+femmina.
A 13 anni, nel pieno di una vita famigliare regolare, seppur con un fratello eccezionale ( che si è cercato in tutti i modi di incasellare in una sorta di normalità) mio padre sparisce da un giorno all'altro senza preavviso. Anche qui scorgo adesso, forse, l'occasione di sperimentare lo sgretolarsi della concezione più tradizionale di famiglia, la possibilità di indagare sulle complessità delle relazioni famigliari che, nella maggior parte dei casi, sono ben lontane dal modello classico.
Poi la conoscenza della cugi, la prima persona con la quale ho scoperto, a 20/21 anni l'infito universo del lavoro su se stessi. I corsi di teatro e di canto, incontrando persone, anime, con le quali entrare in contatto attraverso l'arte in modo diretto e profondo, senza filtri e schemi sociali. E l'esperienza in Spagna, vivendo e convivendo con persone che provengono da mondi e modi di vedere e vivere la vita così diversi dal mio.
Insomma, ripercorrendo il sentiero della mia vita mi sembra sempre più chiaro un messaggio. DIVERSITA'. Ogni esperienza è unica ogni prospettiva utile per imparare il più possibile sulla natura umana, non esistono vite simili per quanto la società tenda a conformare. E forse, lo scrivo quasi con temore, se dovessi rispondere alla domanda qual'è lo scopo della TUA vita, quale la tua missione, direi che è quello di conoscere il più possibile la diversità, l'altro, l'oltre...Essere un esploratore dell'anima.

Uscire dalle gabbie mentali e animiche che questa società, in questo momento della storia dell'uomo, costruisce per contenere, limitare e controllare. La missione potrebbe consistere nell'incontrare l'altro come unico.
Non ne sono sicuro ovviamente, ma è certo che quando ho osservato questa linea punteggiata da momenti è emerso chiaro questo pensiero....
E' come se la vita mi avesse sempre detto: non ci sono regole da seguire, non ci sono percorsi prestabiliti, non esiste la normalità come legge universale. La vita è diversità. Ecco la frase più semplice che racchiude il senso di questa mia epifania. 
La diversità e la sua conoscenza o la curiosità nei confronti di essa potrebbe essere lo scopo della mia vita.... Conoscere il diverso significa condividere, compatire, allargare le proprie esperienze ed entrare in sintonia con gli altri. Nutrirsi di prospettive, essere sempre pronti al cambiamento, al movimento.




E mi accorgo che invece sto facendo di tutto per ottenere l'esatto contrario. Escludere per poter mantenere il controllo, per indirizzare, per cementare, per poter etichettare e ordinare. Forse il segreto, il mio scopo, la mia gioia, sta proprio nel tuffarmi nell'immensità di un caos armonico e imprevedibile.

venerdì 29 gennaio 2016

IL DOLORE INDISPETTITO

Il mal di denti è un dolore così intimo che rimanda inevitabilmente ad un incontro con sé stessi. Pur essendo consapevole che ogni forma di dolore è occasione per fermarsi ed ascoltarsi, quel pulsare, aggrovigliare, spingere e tirare, propri del dolore dentale, è quasi una esperienza mistica. Incomincio a capire coloro i quali,attraverso la sofferenza fisica, raggiungono l’estasi  e la percezione del divino.

Dolore. Il dolore ti porta a fermarti;quello vero non permette di procrastinare, rimandare. Il dolore fisico esige attenzione e rispetto. Ed è sempre un occasione , un appuntamento con noi stessi, quasi impossibile da eludere. A meno che, ovviamente, non ci si imbottisca di antidolorifici.
Io, di norma, ho una buona sopportazione del dolore. Ricorro a farmaci solo quando  devo scegliere tra la sopportazione e la sanità mentale. Si perché ci sono dei dolori, come quello che sto soffrendo ai denti, per esempio, che mettono in dubbio la stessa realtà. E’ un momento  nel quale il mondo e la normale percezione svaniscono in un vortice di completa impotenza.

Il dolore esiste, è tuo, e bisogna accettarlo. E chiedersi: qual'è l'origine? Io l’ho fatto e per il momento rimane questa domanda rimbalzando tra le pareti sofferenti del mio cervello. La prima risposta che mi sono dato, in balia di tormenti e torture notturne è che Dio mi odia e mi vuole far soffrire. Il primo sentimento che ho provato è quello dell’ingiustizia assoluta: Perché a me? Perché adesso? Perché giusto dopo un momento difficile quando speravo di stare iniziando a  risalire la china? E, preso da un'ira incontrollabile,
all' una di notte,ho incominciato a sbraitare, a inveire contro Dio e a prendere a pugni il muro! 
E poi, tra lacrimoni di dolori (per la mano) ed il fiatone arriva la resa, la tristezza e la solitudine che solo il dolore sa far provare e la tanto amata accettazione.
Ok, ciao amico scomodo, eccoti, ho capito, da adesso per un po’ mi accompagnerai nelle mie giornate. Organizziamo la nostra convivenza.
E nel momento in cui dai al dolore la sua dignità lui sembra ringraziarti facendo scemare leggermente la sua intensità, come se volesse dire “ Oh, era ora che mi rivolgessi la parola. Sai non tollero l’indifferenza, è una cosa che mi fa imbestialire e a dire il vero non mi piace neanche essere preso a male parole. Ognuno ha il suo lavoro. Niente di personale. Ma se andiamo d’accordo e tu sarai gentile, cercherò anche io di essere il più collaborativo possibile”.

Il dolore è una nascita, l’abbandono di uno stato di pace per rimettere in discussione le nostre certezze. E purtroppo la verità è che si da sempre per scontato il nostro corpo. Come per il pianeta, la salute del corpo e della terra sono fondamento del nostro essere e della nostra vita eppure si pensa, per la maggior parte, che ci siano, sempre, indistruttibili…. E se è vero che nulla si distrugge, è altresì vero che tutto cambia ….
E’ curioso questo parallelismo tra corpo e pianeta. Non ci curiamo di qualcosa fino a che non si raggiunge il limite o finchè non è troppo tardi.
Oppure la paura ci spinge a muoverci. Ed è questo che non mi piace. Dovremmo prenderci cura di noi per amore non per paura di dover affrontare qualcosa di peggiore. Però l’importante è fare qualcosa.
Ma, a chi affidarsi?
Io vorrei imparare ad autoguarirmi. C’è tutta una parte della medicina chiamata METAMEDICINA che si basa proprio su questo principio. Con l’aiuto di professionisti ovviamente (e anche lì difficile distinguere ciarlatani da persone serie e preparate) si affronta un cammino di autocoscienza di se stessi. Un’indagine volta all’interno per capire le cause animiche che producono una conseguenza fisica.
Anche sui denti il lavoro è interessante e voglio approfondirlo. Ciò non toglie che la prima tappa è il dentista. Però su altri temi non saprei a chi affidarmi. Ed il mio problema è proprio questo. Dare la fiducia a qualcuno. Non credo nel sistema sanitario italiano (l’unico che conosca in maniera più approfondita) in quanto servono solo a spegnere il campanello d’allarme che il tuo corpo invia. Attaccano le conseguenze, gli effetti e spesso in modo invasivo e traumatico (anzi sempre).
D’altro canto l’avvicinarsi alla medicina omeopatica, a quella olistica, metamedicina etc. è un passo difficile da fare per diverse ragioni:
1)l’abitudine di avere il Dottore che ti prescrive medicine come se non ci fosse un domani. Da quando nasciamo per ogni sintomo c’è un prodotto chimico pronto a bloccare il dolore, l’infiammazione, l’eruzione cutanea, la tosse, il catarro, depressione, stitichezza e spesso lo stesso prodotto "cura" più sintomi diversi in una volta sola. Nessuno si chiede mai perché e chi se lo chiede si da una risposta fittizia; mi fa male la schiena perché ho preso freddo.
2)La medicina alternativa costa! Denaro ed impegno e tempo. Al contrario del momendol che costa 4 euro e ti fa passare il mal di schiena in 20 minuti, un processo di guarigione per lo stesso sintomo può durare mesi o anni magari!
3)La ricerca di gente preparata e professionale è difficile. Ci sono in giro tanti operatori falsi che mischiano magia con medicina ed intrugli strani per rimedi naturali...Nella migliore delle ipotesi non fanno danni ma che a volte possono essere pericolosi.

Credo abbiamo bisogno di  una scienza della guarigione che ci renda protagonisti del processo, perché si tratta del nostro corpo e della nostra vita. Le pastiglie magiche, gli squartamenti, la politica del terrore di una morte atroce servono solo a renderci degli ammassi di carne sezionabili.
Io ho avuto esperienze negative con la medicina allopatica. Odio gli ospedali, non mi piace l’approccio del medico al paziente, che come dice il termine stesso, deve avere mooooolta pazienza per sopportare la propria condizione e non sputare in faccia a questi tecnici che trattano con anime ma vedono solo parti separte e separabili di corpi.

E forse è arrivato il momento di investire denaro (è ciò che più mi frena in realtà), tempo e volontà per trovare un medico antroposofico, una guida che mi aiuti a capire il mio corpo, a rispettarlo, ad accettarlo e dare via ad un dialogo interiore basato sul rispetto.




mercoledì 27 gennaio 2016

LA SCELTA DELL IGNORANTE

Ieri ho avuto la bellissima idea di guardare una serie di documentari di attualità perché  mi sono detto “Dai vediamo un po’ che succede nel mondo visto che ogni volta che qualcuno esordisce con un “ Oh ma avete visto cos’è successo ieri ?” io rispondo sempre no!
E poi volevo impegnare il mio tempo davanti al pc con qualcosa di un po’ più interessante ed utile che il ritrono di X files.

E me ne sono pentito amaramente.

Nel giro di un paio d’ore, guardando solo 2 reportages ho scoperto che:
-India e Pakistan giocano a chi ha il nucleare più grosso per la regione del Kashemir. India non vuole cedere e Pakistan lo vuole in quanto la popolazione è prevalentemente musulmana  come la loro.
-Gli abitanti della Corea del Nord sono pressochè prigionieri e vivono in un paese che non sa soddisfare il fabbisogno alimentare ed elettrico e i cittadini devono intraprendere rischiosissime avventure attraverso la Cina ( che non li riconosce come rifugiati) per potersi rifugiare in Tailandia e assaporare qualcosa di simile alla libertà.
-Ogni anno il livello del mare aumenta in maniera esponenziale a causa del disgelo degli Iceberg e Ghiacciai della Groenlandia e del Polo sud. Il tutto dovuto  al riscaldamento globale, conseguenza dell’enorme emissione di diossido di carbonio che trattiene le particelle di calore e quindi fa aumentare la temperatura generale. Oltretutto l’inquinamento e i continui incendi nel mondo creano delle polveri, una specie di fuliggine nera che viene trasportata attraverso l’aria  fino in Groenlandia, si deposita sul ghiaccio colorandolo di nero ed il nero assorbe i raggi del sole  (scaldando e facendo sciogliere il ghiaccio) invece di rifletterlo  come il bianco
-Le fonti d’acqua come grandi fiumi e laghi nel centro degli Stati Uniti ed in particolare in Texas, per fare un esempio, si stanno prosciugando ad una velocità spaventosa a causa dell’inquinamento (si dice che gli USA sia una delle potenze che produce più inquinamento atmosferico) e del conseguente riscaldamento globale e più del 50% della popolazione dello stesso Texas non crede il tutto sia frutto dell’inquinamento che produce l’uomo ma una prova alla quale Dio ci ha sottoposto per espiare i nostri peccati o qualche cagata del genere. Sto parlando del 2015 e non del 1100 d.c. Stati Uniti di America e non una terra remota e non sviluppata!

E queste informazioni hanno frustato e frustrato la mia mente solo nel giro di 2 ore. Guardando e
ascoltando questi racconti mi sono incazzato, intristito, vergognato, allibito ho fumato 5 sigarette e avevo voglia di scappare sulla Luna…..

E poi mi chiedo perché mi piace leggere i romanzi fantasy, vedere serie di supereroi e non guardo il
telegiornale? E’ un mio atto di difesa nei confronti di situazioni che mi superano e alle quali non so come reagire.

E quindi scelgo di non sapere….

Preferisco un panorama ristretto al mio possibile che la grande sensazione di impotenza riguardo queste atrocità politico-naturali. Oltretutto la causa dei nostri mali siamo solo noi stessi. Avere un pianeta stupendo a disposizione e fare di tutto per distruggerlo nel più breve tempo possibile forse ha il suo perché ontologico, cosmico; probabilmente è una tappa necessaria nella lenta, lentissima , bradiposa evoluzione dell’uomo.
Si, perché se è vero ad esempio che la tecnologia ha uno sviluppo velocissimo, l’atteggiamento
dell’uomo nei confronti di un potere materialista e dei propri simili, oggi, 2016, è rimasto al tempo delle crociate.

Questa macro riflessione, mi riporta al micro…. Siamo causa dei nostri mali. Non abbiamo ancora la
capacità di volerci bene veramente e quindi di amare ciò che ci circonda . E si affaccia timido timido il pensiero che forse l’umanità smetterà di essere parassita infestante quando capirà che le proprie malattie non sono cause ma conseguenze. Potremo forse guarire il mondo quando impareremo a guarire noi stessi.
O magari sarà più facile il contrario…Prima distruzione e poi ricostruzione… mah..

Armonia ed equilibrio sono due concetti che la natura spiega senza bisogno di parole. L’umanità si prodiga tra libri, conferenze, arte e cultura per divulgare il verbo ma in realtà ancora non li possiede.
E poi non capisco come faccia la gente a vivere serena sapendo che ogni giorno le persone vengono uccise, derubate stuprate, che ci sono esecuzioni sommarie di innocenti, che si lotta per la libertà di espressione con il sangue, che non tutti i popoli hanno  garantiti i diritti minimi per considerarsi esseri umani. Che alcuni uomini, pochi ma potenti, stanno smantellando, bruciando, prosciugando, sciogliendo il mondo per sporchi dollari che non riusciranno neanche a spendere prima che termini la loro dannosa vita. Io, se tutti i giorni fossi bombardato da queste informazioni, credo potrei diventare ancora più instabile di quello che sono!

Molti dicono che conoscere è potere… Io sono solo parzialmente d’accordo, perché a volte conoscere può essere una tortura, una condanna… Almeno per come la vedo io …. Conoscere se stessi è potere perché ci si può vivere meglio ma venire a sapere della condizione disastrosa nella quale ci troviamo nei confronti della terra che ci ospita e conoscere che la cattiveria, l’ingordigia e cupidigia dell’uomo non hanno limiti come mi aiuta? Come aiuta i nord coreani? Come aiuta il pianeta morente?
Sinceramente, io vivevo meglio prima di sapere delle stragi in Corea del Nord e della situazione dei Curdi in Siria.

E purtroppo non condivido la visione di molti che dicono l’unione fa la forza… Se tutti cambiamo modo di pensare allora… si vabbè .. .Se tutti oggi smettiamo di utilizzare prodotti che dipendono dalla raffinazione del petrolio allora le multinazionali petrolifere chiudono…. Ma è possibile che tutti nel mondo facciano una cosa del genere ? Tutti insieme? Non credo. E poi, mettiamo il caso che ci si riesca in questo utopico intento. Via il petrolio, ad esempio e benvenuta energia alternativa. Non credete forse che anche li ci sarebbero dei personaggi pronti a fare di tutto pur di arricchirsi e sfruttare la situazione?
Ed il fatto che qualcuno possa scendere in piazza per gridare i crimini dell’oligarchia mafiosa che ci governa può veramente cambiare qualcosa? A parte far ridere i suddetti mafiosi ovvio...
E qui di solito mi dicono: “ E allora vivi nel tuo guscio e sbattitene le palle!”. E di fatto è quello che faccio…

La mia preoccupazione è direttamente proporzionale all’intervento possibile per far cessare la
preoccupazione stessa…. Insomma, guardo nel mio orto e faccio quello che posso per tenerlo vivo e rigoglioso... e non sempre ci riesco!
E quando un figlio di troia ignorante decide di radere al suolo la foresta amazzonica, prosciugare oceani e liberare nell'aria tonnellate di sostanze tossiche al giorno cosa posso fare IO? Usare carta riciclata?
E se un dittatore trucida la famiglia di una ragazza che tenta di fuggire dal suo paese nella speranza di poter vivere libera, IO cosa posso fare in merito? Mettere uno striscione sul balcone?
E se un pazzo scatenato si sveglia una mattina e decide di lanciare 10 bombe nucleari al paese vicino IO che cazzo faccio? Mi incateno davanti all'ambasciata con le tette al vento e grido "NO AL NUCLEARE!!!"?

Per cui preferisco non sapere cosa succede alle vittime e cosa stanno organizzando i carnefici.

Scelgo di aiutare la vecchietta che cade per terra davanti a casa mia e dare ogni tanto due euro al tizio fuori dal supermercato.
Riesco a salvarmi da questo loop di impotenza perchè credo  che ciò che capita è ciò che debba capitare… con dispiacere ma lo credo. Non ritengo ci sia un Dio che punisce (siamo bravissimi a punirci da soli!) ma che ogni anima si incarni con un proposito e che l’anima incarnata globale dell’umanità sia un bambino di un paio d’anni che ancora non sa distinguere il sé dal resto. Per cui tutto è suo e lo deve essere subito. E in questo modo mi giustifico le atrocià che, pur sapendo che esistono, preferisco non conoscere. O non conoscere a fondo per lo meno. Evitare che mi diano orribili immagini da associare a orribili fatti.

E come disse un noto comico italiano.. la realtà è il mio mal di vivere, evviva la fantasia.

lunedì 25 gennaio 2016

DUALISMO INERGALATTICO

Ieri è stata una giornata difficile ed interessante allo stesso tempo.
Mi sono sentito tremendamente solo. Una solitudine nei confronti di me stesso. E’ come se mi fossi abbandonato. E’ difficile da spiegare la sensazione però è stata all'improvviso evidente una sorta di divisione tra me; una lotta tra due esseri distinti che entrambi mi appartengono.
Il giro di vite però è stato riconoscere una di queste parti come vecchia, statica direi fuori moda…Come quando entrati negli anni ’80 uno si guarda allo specchio e si vede con pantalone a zampa, occhiale rotondo e collana con il simbolo della pace e si dice “vabbè, forse è ora che rinnovi il guardaroba!” Ed è stata forte la sensazione di non appartenenza a quell’altro Ivano che ho visto e riconosciuto e sempre pensato fosse il mio “me” predominante!
Ieri ho sentito il disagio, la superficialità, il buttare via il mio tempo, il nulla… Per la prima volta dopo tanto tempo mi sono reso conto che sono bravissimo ad allontanarmi da me… E se prima, riflettendo su questa mia indole mi giustificavo con “ma si, una vacanza ogni tanto da se stessi non fa male” o “ non ci sto più dentro ho bisogno di evasione”, oggi capisco che l’alienazione da se stessi è la cosa più inutile, e forse dannosa, che ci si possa fare.
Uso il termine alienazione per differenziarlo da distrazione. Distrarsi ogni tanto fa bene. Spezzare la routine, non pensare a niente, rilassarsi, ma io scopro di avere la capacita di … andare su un altro pianeta… Lontano da ciò che sono qui e lontano da tutti….
E, forse per la prima volta, o forse mi è già capitato 100 volte e continuo a dimenticarmelo, ho osservato anche chi mi sta “vicino” durante i miei viaggi; e mi rendo conto che è come se comunicassimo con Skype … Si comunica poco e male.
Che botta!
E poi, ok, per come sono fatto io (non per niente mi soprannomino il Grinch) ogni tanto un sano distacco dal quotidiano, dal reale da tutti ci sta anche… Ma i viaggi interplanetari sono troppo impegnativi. E non tutti sono disposti ad aspettare il mio rientro o intrattenere relazioni a distanza… Anzi, a dire il vero le persone che mi stanno vicino già lo fanno…. E, in questi giorni, ho proprio sbattuto il musone contro il loro punto di vista, sono entrato in sintonia con il loro vivermi mentre io mi perdo nello spazio… E la sensazione che ho provato non mi è piaciuta affatto… credo che quello che si percepisce è … un ologramma , una fotocopia di me stesso … un pupet che sbatte le ciglia e muove le labbra ma senza anima….. E se io offro solo questo vuol dire che non sto offrendo niente….
35 anni… poche idee ma la verità è che so dove posso andare. E per questo mi sento fortunato… Ho cose da fare, persone con le quali condividere percorsi e momenti e non mi posso più nascondere dietro a delle mancanze che sono qualitativamente inferiori alle possibilità positive. Sono innamorato, ho un lavoro stabile (che per quanto fittizio possa essere ti fa andare a letto tranquillo), ho amici veri, presenti ….
Mi reputo una persona solitaria, ma in realtà la socialità mi piace. Come mi disse una saggia gattosa, anche i lupi corrono in branco…
Certo non sono tipo da concerto allo stadio, ma mi piace frequentare le persone, alcune, poche, selezionate dal tempo e dall’universo.
Ma alla fine… do tutto per scontato. O meglio mi abituo al fatto che gli altri si abituino al mio me “pacco”. Sia chiaro che per “essere pacco” non intendo i momenti in cui uno è preso male, triste, depresso etc. ma proprio un altro me che ha un altro modo di porsi al mondo e che sfrutta l’arte dell’invisibilità. Solo se ti impegni lo puoi scorgere… Io riesco a scomparire come fece Copperfield con la statua della libertà. E se da un lato questo ti fa vivere un’apparente sensazione di libertà per l’appunto, dall’altro, non ti permette di toccare, mischiarti, sporcarti le mani usando i colori degli altri…
Ed è rappresentativo il mio rapporto con le piante… Io le acquisto, cerco una posizione dove potenzialmente possano sopravvivere, le bagno. …. E poi ciao … se ghiacciano perché fa freddo, problema loro…. O, mi dico, era il loro destino.
E forse è proprio il concetto di destino e predestinazione che uso come Jolly per le mie mancanze …. Perché, se è vero che credo ci sia una sorta di trama che sottende ed in qualche modo indirizza le nostre vite, credo altresì fortemente che questa trama possa cambiare attraverso la nostra volontà di scegliere un cammino, direzione, pensiero, sentimento, lettera e testamento.

E poi ci sono un sacco di segnali che io evito come uno sciatore esperto evita le palette durante uno slalom (o le deve prendere? Mah!)
I messaggi che più mi arrivano diretti e indiscutibili sono quelli corporei… Quando parto per i miei viaggi intergalattici di solitudine e distacco il mio corpo sembra ricordarmi “Ehi bello, guarda che io su Marte non riesco a vivere eh? Mettiti una tuta o qualcosa perché lì né si respira, né posso sopportare la pressione atmosferica ok? “

Il mio corpo mi dice quando sto facendo qualcosa che rompe una sorta di armonia con me stesso e con gli altri … e un tempo potevo confondere questi chiari messaggi, questi segnali scritti a caratteri cubitali con acciacchi, una botta presa, cena pesante, postumi di sbornia… Ora no….
Ma la domanda fondamentale che mi faccio è: Perché scappare, perché questa necessità di evadere così tanto e così spesso ? Se ho persone e cose alle quali tengo, una situazione tutto sommato serena PERCHE’?
Ed è forse arrivato il momento di lavorarci su…. Ancora…. Tornare e ritornare a rimaneggiare quella cassa di vecchia dinamite che avevo nascosto nel fondo della mia soffitta mentale….. Magari non succede niente, magari esplode il mondo….
Ma è anche il momento e l’occasione di ancorarmi agli affetti, alle amicizie, alla musica e alle mille cose belle che mi circondano per non ripartire come un razzomissile (cit.Ufo robot) intergalattico alla prima occasione.
E’ il momento di stare e, nel caso, viaggiare insieme.